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Peppe Voltarelli e Tommaso di Giulio, tra musica e racconto

di Andrea Musio
Peppe Voltarelli e Tommaso di Giulio, tra musica e racconto

SASSARI. Caustico, romantico, energico e melanconico. Peppe Voltarelli, una bomba di emozioni. Una esibizione strepitosa, venerdì sera, nello spazio del cortile di Palazzo Ducale per la seconda...

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SASSARI. Caustico, romantico, energico e melanconico. Peppe Voltarelli, una bomba di emozioni. Una esibizione strepitosa, venerdì sera, nello spazio del cortile di Palazzo Ducale per la seconda giornata di Abbabula. Un live in trio, una alchimia fatta di poesie cantate ed una musica ipnotizzante, mai scontata, che ha tenuto gli spettatori incollati alle sedie. Spettatori che, canzone dopo canzone, si sono ritrovati trascinati in un viaggio ideale tra la Calabria e terre lontane, con i brani ed i racconti tra canzone d'autore e identità culturale della tradizione.

Oltre sessanta minuti sempre sul filo della lama con una scaletta che altalena tra l’energia del rock e le ballate. In una manciata di canzoni, in italiano ed in dialetto calabrese, tratte dai suoi tre album da solista, compreso l’ultimo, “Lamentarsi come ipotesi”.

Interessante appuntamento, sempre con Peppe Voltarelli, anche quello di ieri mattina alla libreria Mondadori, per la presentazione del libro “Il cacciocavallo di bronzo”. «Il libro – ha spiegato Voltarelli – che tra le righe parla di dialetti, appartenenza, viaggi e di memoria. Una metafora della nostra terra. Si parla di costruire nella piazza centrale di un paese immaginario, un monumento al formaggio. Occasione che ovviamente mette tutti in disaccordo». Letteratura ma anche musica nell’incontro di ieri. «Non si può – ha detto Voltarelli – prescindere dall'importanza del blues nella musica popolare italiana. Ci sono nomi come Matteo Salvatore ed altri che bisognerebbe far conoscere alle nuove generazioni. Questi autori cantavano canzoni della nostra civiltà contadina, con parole semplici in grado di scavare nella poesia. Nel libro, ma anche nelle mie canzoni, continuo con questa ricerca e lo faccio con molta passione, spinto dalla curiosità e la voglia di far sapere a tutti chi sono i miei maestri e i nomi di riferimento delle mie composizioni, che siano parole o musica».

“Per fortuna dormo poco” è invece il titolo dell’ultimo album di Tommaso di Giulio, cantautore romano di scena sempre venerdi a Palazzo Ducale. Un mix musicale che unisce la musica d’autore con il pop rock venato di folk. Un set divertente.

L’apertura della serata è stata affidata ai cagliaritani Takoma. Trio dalla musica scarna e minimale ma che punta tutto sulle armonie vocali dei componenti con un risultato eccellente. Sonorità internazionali (la band si è formata a Londra cinque anni fa), che richiama la musica folk americana ed il country fino a composizioni che richiamano alla mente gli ultimi Beatles.

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