La Nuova Sardegna

Un futuro rosa per la perla del turismo

di Felice Testa
Un futuro rosa per la perla del turismo

In corsa per la carica di sindaco tre donne: la crisi del settore ricettivo sarà la prima emergenza da affrontare

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INVIATO A PULA. A meno di due settimane dal voto, i primi turisti circolano in bicicletta per le strade del centro storico di Pula, ancora imbandierate in onore di Sant’Efisio. I banconi dei bar sono pieni di santini dei candidati e le elezioni amministrative hanno già un risultato certo: dopo 29 anni una donna tornerà a governare il paese.

Gli schieramenti. Tre liste, guidate da giovani donne, cercano il consenso di un centro di poco più di 7mila abitanti, dalle grandi potenzialità mai del tutto espresse. Un territorio di 138 chilometri quadrati, 20 chilometri di coste, con alcune tra le più belle spiagge dell'isola, un'area naturale, quella del parco di Gutturu Mannu, di 5.658 ettari, dichiarata area protetta, con le più antiche foreste del Mediterraneo, dove ancora vive il cervo sardo, la laguna che ospita il centro recupero cetacei e tartarughe marine, lo straordinario siti archeologico di Nora.

La crisi del turismo. Un paese, cresciuto sull'onda del turismo, che conta 66 strutture turistiche, compresi i totem dell'ospitalità di lusso del Forte Village e del complesso golfistico di Is Molas, nove stabilimenti balneari, 234 esercizi commerciali e 16 laboratori artigianali.

L'economia del turismo ha quasi soffocato una tradizione agricola che ha garantito produzioni di qualità, in parte abbandonate nel tempo per inseguire il businnes delle vacanze. Ora, come tutti i centri della Sardegna, come l'intera economia sarda, Pula fa i conti con la grande crisi e mette in campo una campagna elettorale al femminile, carica di energia e di entusiasmo.

Cresciamo con Pula. Francesca Toccori, 44 anni, madre di un bambino di 5, lavora al poligono del Salto di Quirra, per conto di una società di consulenza del ministero della Difesa. Un’esperienza di otto anni al Centro aerospaziale in Guiana francese, laureata in Scienze Politiche, un fortunato passaggio al gioco televisivo "I pacchi" (vinti 30mila euro), guida la lista "Cresciamo con Pula". «Il nostro - dice - è un progetto che vuole portare a termine, innanzitutto, quelle opere che la precedente amministrazione non ha terminato o neppure cominciato, come il palazzetto dello sport e la piscina e introdurre elementi nuovi come un ufficio dedicato ai giovani che vogliono fare impresa e un parco giochi per i bambini che a Pula non esiste.

Vogliamo colmare il distacco fra amministrazione e cittadini con un criterio di trasparenza, rivalutando le competenze del paese, recuperando i vecchi mestieri, sviluppando realmente un tessuto turistico che non deve vederci esclusi. Con le grandi imprese turistiche come il Forte, bisogna aprire un dialogo.

Chi investe nel nostro territorio deve sapere che c'è un’amministrazione disponibile a confrontarsi ma che deve, anche, restituire opportunità e lavoro alla popolazione di Pula e che la nostra casa va rispettata.

Non so se la presenza di tre donne alla guida delle liste sia un caso o meno, forse però è anche una richiesta di buona amministrazione, di risparmio e di buon senso come le donne fanno quando amministrano le loro famiglie».

Cittadinanza Attiva. Carla Medau, 46 anni, impiegata di banca, vicesindaco nel 2002, cinque anni passati all'opposizione in consiglio comunale, assessore provinciale alle Finanze e Bilancio della giunta di Graziano Milia è il candidato sindaco della lista "Cittadinanza Attiva", espressione di un'area composita del centrosinistra. Legge la competizione al femminile come frutto di una coincidenza, comunque fortunata e interessante: «Credo sia un caso che si presentino tre candidate. Doveva esserci il quarto uomo, Pittaluga, che si è presentato e poi ritirato per confluire nella lista di Barbara Boi. È, però, positiva la presenza femminile (nella nostra lista abbiamo rispettato la parità di genere con sette candidate su 16), perché l'elettorato di Pula è maturo e in grado di valutare le potenzialità delle donne come stimolo per il rinnovamento della politica pulese, molto chiusa e che ha bisogno di un progetto di crescita e di sviluppo che manca da troppo tempo. Pula - prosegue - sta sentendo moltissimo la crisi. Troppe serrande abbassate, troppi esercizi commerciali chiusi. Da due anni la stagione turistica si limita ai due mesi centrali dell'estate. Se ancora resistiamo, lo dobbiamo all’operosità e alla tenacia degli imprenditori e dei commercianti di Pula. È a loro che un’amministrazione deve offrire le opportunità e i servizi necessari alle attività economiche, a cominciare da strutture strategiche, come un porto turistico da realizzare, un Puc da rivedere per ristabilire l'equità e la trasparenza nelle scelte, senza creare cittadini di serie A e di serie B come accade in questo Piano che non prevede nessuna zona di edilizia convenzionata, l'unica opportunità che possiamo, invece, offrire ai nostri giovani per costruirsi una casa. Il primo impegno che mi sono data quando ho deciso di candidarmi è stato quello di far emergere il patrimonio di valori e il senso di appartenenza della nostra comunità, da tempo non più adeguatamente difesi. Sono convinta - conclude - che uno sviluppo sostenibile e una crescita vera si possano avere solo coinvolgendo tutti i protagonisti del territorio, per questo abbiamo parlato direttamente con i cittadini per costruire il nostro programma amministrativo».

Più Pula. Guida la lista "Più Pula", composta da giovani e da veterani dell'amministrazione, con tre assessori uscenti, Barbara Boi, 43 anni, ingegnere civile, dirigente della Asl di Nuoro. «Non ho avuto precedenti esperienze politiche - dice - però lavoro nella pubblica amministrazione e conosco la macchina amministrativa. La nostra è una lista equilibrata di giovani e di ex giovani che hanno maturato un precedente percorso politico. Credo non sia in continuità con la giunta precedente, la maggior parte dei candidati sono giovani, con esperienze professionali diverse e potranno portare gli elementi di novità che servono al paese. Ho deciso di candidarmi quando mi sono posta la domanda: cosa faccio io per Pula? La risposta è stata la necessità di impegnarmi direttamente per la mia gente. La crisi si sente e compito di un'amministrazione è cercare di rendere più vivibile il paese per le famiglie, i giovani, gli anziani attraverso un governo partecipato della cosa pubblica: dare maggiore impulso alla cultura, al turismo, allo sport, promuovere attività di carattere ambientale per la tutela di un patrimonio naturalistico straordinario, sostenere la pesca, l'agricoltura, l'allevamento. Dobbiamo riuscire a coinvolgere nella vita quotidiana del paese le grandi strutture turistiche, rilanciando questa attività economica a tutti i livelli. Occorre affrontare nodi fondamentali come quello della viabilità, urbana ed extraurbana, a cominciare dalla statale 195, per sfruttare una posizione strategica e le potenzialità che il nostro territorio offre».

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