La Nuova Sardegna

L’insegnante: è un dolore immenso

L’insegnante: è un dolore immenso

I docenti della media Grazia Deledda sono ancora sconvolti

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TEMPIO. Un cielo grigio diventa il simbolo di una città sconvolta dal dolore della perdita di una famiglia, cancellata dall’odio di un uomo. «Dolore, un dolore immenso difficile da sopportare. Un dolore al quale si accompagna però, anche una preoccupazione altrettanto forte per gli altri alunni». Così commenta la tragedia, una insegnante, della scuola media Grazia Deledda, dove Pietro frequentava la prima A «con ottimo profitto, molta allegria e perfettamente integrato con l’intera classe». La dirigente Pina Luciano, informata dell’arrivo dei giornalisti e delle televisioni, con molta cortesia, accoglie tutti nel suo ufficio di presidenza, assieme all’insegnate d’italiano, Bianca Azzena che ricorda commossa l’ultima lezione con Pietro sabato mattina, alcune ore prima che venisse ucciso.

«Sabato, confida con un filo di voce, Pietro ha chiesto di poter seguire la lezione, anziché dal suo banco, stando vicino a me».

L’insegnante ha la voce rotta dall’emozione. «Ai ragazzi, questa mattina – dice Pina Luciano –, non abbiamo detto niente. Non è stato necessario. Appena entrati in aula, dopo avere posato una foto e una rosa, sul banco di Pietro, sono scoppiati in lacrime. E noi assieme a loro. Per diversi minuti nessuno ha detto una parola. Il modo in cui Pietro è venuto a mancare è orrendo, troppo pesante anche per un adulto figuriamoci per dei bambini».

L’insegnante continua il suo racconto. «Superato questo momento – dice Bianca Azzena –, abbiamo chiesto ai ragazzi di ideare un loro “progetto” per salutare e ricordare il loro compagno. Hanno pensato a dei piccoli messaggi da appendere al muro e a una sorta di tazebao sul quale ognuno di loro sta scrivendo qualcosa. Ora sono in aula. Hanno unito i tavolini e assieme stanno lavorando.

«È durissima» dice Rita Melas, vicario della dirigente, mentre in una scuola insolitamente silenziosissima, ci accompagna verso la classe. Chini su un grande foglio i ragazzi stanno scrivendo i loro pensieri». I compagni decidono di ricordare il piccolo Paolo con la forza che solo i bambini in questi momenti riescono ad avere. Con ordine continuano per tutta la mattina a scrivere i loro pensieri, le loro piccole dediche al compagno di scuola che non c’è più. In uno dei fogli c’è scritto “Pietro sei il migliore”, circondato da un cuore e firmato da tutti i bambini della classe. Un gesto semplice per esprimere la loro vicinanza. (a.m.)

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