La Nuova Sardegna

Grillo se la prende con i pensionati

di Maria Berlinguer

«In Italia non c’è voglia di cambiare ma il tempo è dalla nostra» Il leader 5 Stelle riconosce la sconfitta. «Intanto prendo un Maalox»

27 maggio 2014
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ROMA. «Adesso ci state prendendo in giro, vi capisco, mettete proprio il coltello nella piaga, abbiamo perso non è una sconfitta, siamo andati oltre la sconfitta VinciamPoi, sì#VinciamoPoi». Beppe Grillo ammette la sconfitta elettorale e accetta anche gli sfottò che dalle 23 di domenica sera impazzano sulla rete storpiando quel “VinciamoNoi” che è stato rilanciato dai grillini per tutta la campagna elettorale. È un giorno amaro anche per i parlamentari pentastellati. Nessuno si aspettava il crollo dei consensi e lo choc è duro da digerire. Ora nessuno ha voglia di parlare. Il clima è di delusione e depressione. Allo sconcerto per una vittoria che è sfumata ora si aggiunge l’ansia per il futuro. Come reagirà il Movimento alla batosta? Che farà Grillo? Domenica, interrompendo il silenzio elettorale, Grillo aveva detto di puntare ad avere qualche voto più del Pd. E ora quel 21,2% del M5S, doppiato dai democratici dell’«ebetino» del Pd, non lascia spazio a interpretazioni di sorta. Ma né Grillo né tantomeno Casaleggio hanno preparato un piano B. E il silenzio del leader pentastellato fa temere che davvero questa volta l’ex comico decida di gettare la spugna, di lasciare la politica, come pure aveva detto in diverse occasioni in caso di mancata vittoria. Ai giornalisti che lo attendono davanti alla sua villa a Sant’Ilario, nel Genovese, per aver un commento, Grillo mima una pugnalata al petto. Ma non dice ancora nulla. Parlerà solo dopo aver incontrato Gianroberto Casaleggio nel suo ufficio milanese e dal suo blog con un videomessaggio. «Vedo messaggi: Cosa facciamo? Andiamo avanti? Certo che andiamo avanti», assicura dal suo blog, ringraziando i 5 milioni e 800mila elettori che hanno sbarrato la X sul simbolo M5S, dedicandogli la poesia di Kipling “Lettera a mio figlio”. Grillo cita inoltre “Canzone di maggio” del genovese Fabrizio De Andrè: «Verremo ancora alla vostre porte e grideremo ancora più forte...». Infine a metà mattina, dopo che è stato cancellato l’appuntamento previsto davanti a Montecitorio con i parlamentari per commentare i risultati, arriva finalmente il video messaggio. E la certezza è una sola: di autocritica non se ne parla. «Abbiamo il tempo dalla nostra, è ancora presto, quest’Italia è formata da generazioni di pensionati che forse non hanno voglia di cambiare, di pensare un po’ ai loro nipoti, ai loro figli, ma preferiscono stare così», dice scatenando la reazione dei sindacati dei pensionati. «Sono dei numeri che nessuno si aspettava, però noi siamo lì, siamo il primo movimento italiano, il secondo partito. Abbiamo preso il 21, 22%, abbiamo preso l’Iva, senza avere voti in nero e senza avere promesso niente a nessuno, né dentiere né 80 euro, io sarei anche ottimista, siamo la prima forza di opposizione, faremo opposizione sempre di più, sempre meglio, cercheremo di rallentare il dissanguamento, lo spolpamento di questo Paese che ci sarà: noi saremo precisi, puntuali e ci saremo sempre, non preoccupatevi», dice.

Infine lui che per tutta la campagna elettorale in ogni comizio ha augurato a Renzi e agli altri leader di avere un maldistomaco post voto, curabile con il Maloox cerca di buttarla in ironia. «Ora Casaleggio è in analisi per capire perché si è messo il cappellino e poi tutti insieme vedremo cosa fare, state tranquilli, dai vin... vinciam... vincono loro, vincono loro ma è meraviglioso lo stesso: intanto io mi prendo il Maloox, non si sa mai. Casaleggio c’è il Maloox anche per te, vieni qua», dice cercando di buttarla in caciara.

Con Casaleggio Grillo si è sfogato a lungo: i due sono stati a colloquio per quattro ore di fila. Ma l’ex comico è stato 9 ore negli uffici della Casaleggio e associati. All’Europarlamento saranno 17 i neo deputati M5S. Nessuno o quasi li conosce ancora, come dimostrano le pochissime preferenze che hanno avuto. E per loro sarà anche difficile fare gruppo con altri eurodeputati. L’appello di Marine Le Pen a incontrarsi non è stato raccolto e probabilmente non lo sarà neanche quello del leader inglese Farange.

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