La Nuova Sardegna

Ciajkovskij e Debussy secondo Accardo

di Gabriele Balloi
Ciajkovskij e Debussy secondo Accardo

A Cagliari il grande violinista e il suo Quartetto ospiti di Musikaralis, organizzato dai Rotary

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CAGLIARI. Salvatore Accardo e il suo rinomato Quartetto erano ospiti d’eccezione, sul palco del Lirico, per l’appuntamento annuale con Musikaralis, fra pagine di Ciajkovskij e Debussy.

Organizzato dal Rotary Club di Cagliari, come sempre l’evento aveva lo scopo di raccogliere fondi e promuovere la campagna regionale per la prevenzione delle malformazioni congenite. Iniziativa importante, avviata sul territorio isolano da tutti i Rotary Club della Sardegna in collaborazione con l’ASBI (Associazione Spina Bifida), con l’auspicio d’informare il maggior numero di persone – in primis, ovviamente, le giovani donne in età fertile – sulla corretta prevenzione primaria, consistente peraltro nella semplice assunzione dell’acido folico (una vitamina del gruppo B, di bassissimo costo) “prima” e non solo dopo l’inizio della gravidanza.

Dunque, musica e sensibilizzazione sulla salute, nel concerto che vedeva protagonista uno dei mostri sacri del virtuosismo “made in Italy”, in compagnia della formazione quartettistica da lui stesso fondata nel 1992.

Insieme a Uto Ughi, Accardo è indubbiamente uno dei violinisti italiani più noti al mondo; vari compositori (da Sciarrino a Xenakis, da Piazzolla a Donatoni) hanno scritto appositamente per lui. Innumerevoli le incisioni, quanto i riconoscimenti, nell’arco di una prestigiosissima carriera che l’ha visto dedicarsi, appassionatamente, anche all’insegnamento e al sostegno delle giovani promesse.

Certo, duole constatare purtroppo che, rispetto agli anni d’oro del Maestro Accardo, qualche sensibile differenza si avverte. La proverbiale pulizia d’intonazione non è più esattamente la stessa, e quelle sfumature dinamiche, quella fermezza di suono sempre riconosciutegli, talvolta vengono un po’ a mancare.

Eppure al di là di ciò, nelle pagine proposte in programma, il «Quartetto in Sol minore, op.10» di Debussy e il «Quartetto n.1 in Re maggiore, op.11» di Ciajkovskij, riconosciamo l’impronta esecutiva, il piglio e l’ardore del fuoriclasse. Così come va riconosciuta l’espressività e la superba capacità di concertazione dell’intero ensemble: Laura Gorna (secondo violino), Francesco Fiore (viola) e Cecilia Radic (violoncello).

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