Attesa per Renzi a Porto Torres
Il premier dovrebbe inaugurare domani il primo impianto Matrìca
PORTO TORRES. Quando il progetto era stato presentato, tre anni fa, lo scetticismo imperava. Soprattutto a causa dell’annunciata chiusura del cracking dell’etilene e dell’irreversibilità della crisi della Vinyls. Scetticismo e timori (da ogni punto di vista) giustificati dalle passate esperienze con la chimica tradizionale. Domani, invece, il progetto della chimica verde inizia a concretizzarsi con l’inaugurazione del primo impianto targato “Matrìca”, la jont venture paritetica fra la Novamont, aziende specializzata nella produzione di materia plastiche di origine vegetali, e la società controllata dall’Eni Versalis. All’inaugurazione saranno presenti il presidente di Matrìca Daniele Ferrari, l’amministratore delegato Catia Bastioli, i rappresentanti delle istituzioni locali, regionali e nazionali. E, forse, anche il presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi. La sua presenza non è ancora certa, ma c’è molta attesa per il suo arrivo in Sardegna, e in particolare nella zona industriale di Porto Torres, anche per capire se il nuovo governo ha un concreto progetto di politica industriale nazionale.
Un progetto rivoluzionario, hanno sempre assicurato i vertici sia di Novamont sia dell’Eni, che si integra con il territorio visto che la materia prima per le produzioni verrà coltivata in Sardegna. Ma quello che verrà inaugurato domani non è solo il primo impianto di una “fabbrica di bioplastiche”: i vertici di Matrìca parlano di «una bioraffineria integrata di terza generazione che, partendo dall’utilizzo di materie prime agricole e di scarti vegetali, produrrà una gamma di prodotti chimici (biochemicals, biointermedi, basi per biolubrificanti e bioadditivi per gomme) attraverso processi innovativi e a basso impatto». L’impianto che verrà inaugurato domani produrrà monomeri, intermedi per la sintesi di bioplastiche, in particolare il Mater-Bi di terza generazione brevettato da Novamont. Finora Matrìca ha investito 180 milioni di euro e il progetto, una volta completato, darà lavoro a circa settecento persone, senza considerare le imprese dell’indotto. È già in funzione il centro ricerche, nonostante i ritardi, Matrìca conta di produrre a pieno regime entro il 2016.
Un progetto che stravolge completamente la visione della chimica tradizionale basata sulle lavorazioni dei derivati dal petrolio, ma non mancano i timori. Soprattutto in tema di tutela ambientale. Il territorio ha già dato, ha pagato un pesante tributo allo sviluppo industriale della Sardegna. Anche in termini di vite umane.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
