Ok al centro regionale
Dopo 10 anni di attesa la giunta dà il via libera all’apertura del presidio
CAGLIARI. Per combattere alluvioni, fuochi e altre calamità l’isola avrà presto in mano uno strumento in più. La giunta Pigliaru ha dato il via libera alla costituzione del Centro funzionale decentrato di protezione civile. Nel giro di qualche mese anche la Sardegna avrà così quella struttura operativa attesa da dieci anni, visto che il decreto che ne impone la sua istituzione è del 2004. La Regione assicura che «entro settembre nascerà un tassello fondamentale per la costruzione di un sistema sardo di protezione civile». Insomma, la Sardegna potrà finalmente disporre di quel braccio operativo della Protezione civile, la cui assenza finì al centro di feroci polemiche dopo l’alluvione del 18 novembre. La Giunta ha approvato una delibera di indirizzo che definisce le linee guida del progetto, presentato dall'assessore all'Ambiente Donatella Spano, a cui il presidente Francesco Pigliaru ha conferito la delega in materia appunto di Protezione civile. Nel provvedimento i tempi sono definiti con chiarezza: il progetto esecutivo del Centro funzionale decentrato deve essere pronto entro il 31 luglio. Per rispettare questo obiettivo verrà subito costituito un gruppo di lavoro che coinvolgerà non solo le direzioni di Protezione civile e Arpas, ma anche alcune direzioni generali della stessa struttura della Regione. La scadenza successiva sarà il 10 settembre, con la presentazione del piano speditivo di protezione civile, alla cui definizione dovranno contribuire, oltre ai soggetti coinvolti nella progettazione del Centro, anche il corpo forestale, l’ente foreste e l’Anci. Nella progettazione del centro e nella definizione del piano saranno poi coinvolti tutti i soggetti e gli enti, a partire dai consorzi di bonifica, che possono svolgere ruoli importanti, decisivi soprattutto nella attività di prevenzione degli effetti disastrosi di gravi eventi naturali. In attesa dell'entrata in funzione delle nuove strutture verrà effettuata una ricognizione sull'esistenza di piani locali di protezione civile dei comuni e delle Province.
All’indomani del passaggio del ciclone Cleopatra che aveva seminato morte e distruzione nell’isola il numero uno nazionale della Protezione civile, Franco Gabrielli, aveva duramente criticato l’assenza del Centro funzionale decentrato, la cui realizzazione era stata imposta nel 2004 dal governoBerlusconi. Il prefetto raccontò di aver indirizzato ad agosto una lettera - da lui stesso definita «una letteraccia» - al governatore Ugo Cappellacci e ad altri 5 presidenti di altrettante regioni per sollecitare l’istituzione del Centro. Cappellacci assicurò a Gabrielli che entro aprile la struttura sarebbe stata operativa. Ovviamente non poteva prevedere che il 18 novembre di quella promessa nessuno avrebbe tenuto conto. (al.pi.)
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