«A Teulada missili sulla spiaggia»
La denuncia di Pili (Unidos): «Le esercitazioni hanno deturpato il paesaggio»
CAGLIARI. La controconferenza del deputato Mauro Pili (Unidos) sulle servitù militari è cominciata con un giorno d’anticipo su quella ufficiale, oggi a Roma. Con forza, il parlamentare è uscito per primo allo scoperto e questa mattina, a Teulada, ha annunciato altre prove sulla «scarsa considerazione che i militari hanno della Sardegna» e lo farà prima di quella che ha chiamato «la fiaccolata della ribellione».
Nella prima giornata di controconferenza, Pili è stato deciso: «Proprio a Teulada, coi missili hanno fatto sparire isolotti e costoni, anche in zone di grande pregio e dove dovrebbe essere vietata qualunque tipo di esercitazione. Forte di foto, video e documenti riservati, ha aggiunto: «Tutto quello che finora è avvenuto nel poligono è fuori legge, ma nei confronti dell’Esercito esiste un’assurda sudditanza e nessuno interviene».
Nonostante le prove della devastazione siano evidenti: i missili ancora conficcati nel costone di Punta Tonnara, oppure un altro missile abbandonato a ridosso delle dune di Porto Pino.
«Si può essere a favore o contro le servitù – ha aggiunto il parlamentare – ma non si può essere contro o a favore della legge. Dunque, o si cancellano i siti d’interesse comunitario, come lo sono quelli devastati, oppure bisogna fermare i militari. A volerlo è anche il Consiglio nazionale delle ricerche, che in una relazione tenuta finora segreta ha sollecitato l’Esercito a rivedere i confini del poligono proprio per un evidente incompatibilità, ma la segnalazione è rimasta inascoltata».
Dopo aver contestato la partecipazione del governatore Pigliaru alla conferenza nazionale, «è stata organizzata dal ministero e sarà solo una messinscena», il leader di Unidos ha detto: «Sappiamo che da tempo la base è al centro di un’inchiesta penale per questa ipotesi di reato: deturpamento dell’ambiente, lo ha ammesso anche il capo di Stato maggiore dell’Esercito. Sappiamo che i militari continuano a spendere soldi pubblici (365mila euro, nell’ultimo caso) per cercare bombe dove sanno bene che non ci sono e così si liberano la coscienza».
Fino all’ultima accusa dell’ex governatore: «Altro che esercitazioni, a Teulada consumano armi per alimentare il mercato dei giochi di guerra. In casa nostra». (ua)
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