Strage, perizie su 5 telefonini
Appartengono alle tre vittime, al presunto assassino e alla fidanzata
TEMPIO. Saranno i periti incaricati dalla Procura e dal gip – Mauro Sanna e Mariano Pitzianti – a rivelare i contenuti dei cinque cellulari, due personal computer e una serie di filmati messi sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Tempio. La consulenza peritale, che richiederà due mesi di tempo per essere completata, verrà discussa all’udienza del prossimo 2 ottobre, una data lontanissima per Angelo Frigeri, l’unico indiziato per il triplice omicidio di Giovanni Azzena, la moglie Giulia Zanzani e il figlioletto Pietro, di 12 anni. L’indagato ieri mattina era presenta a Tempio, ma non in aula. La sua traduzione dal carcere sassarese di Bancali è infatti avvenuta, in occasione dell’incidente probatorio richiesto dall’avvocato difensore Giovanni Colli, per un banale errore nelle notifiche. Angelo Frigeri, su consiglio del suo legale, aveva infatti rinunciato a comparire in aula nell’udienza fissata per ieri mattina, e soltanto quando gli incarichi peritali erano stati conferiti (un atto formale che ha temuto impegnate le parti per un quarto d’ora) il capo scorta ha fatto presente al giudice che Angelo Frigeri si trovava nel tribunale di Tempio, nella saletta riservata ai detenuti.
Dopo un breve colloquio con il suo legale il presunto autore della strage di Tempio è stato riportato a Sassari a bordo del cellulare della polizia penitenziaria. Del suo caso si dovrà riparlare a breve, quando i consulenti d’ufficio consegneranno agli inquirenti copia di quanto verrà estrapolato dalle memorie dei cellulari e dagli hard disk dei computer (i telefonini appartengono alla tre vittime, al presunto assassino e alla fidanzatina di quest’ultimo), oltre che il fermo immagine delle diverse riprese della telecamere di un locale pubblico di Tempio, il bar Orientale. La cui telecamera esterna riprende parte di via Villamarina, con l’ingresso del negozio di scarpe delle vittime e l’accesso a via Villabruna, dove si trova l’appartamento in cui si è compiuta la mattanza del 17 maggio scorso. In questi filmati, alquanto offuscati, si intravvede un giovane con abiti chiari che entra nel vicolo, la stessa persona che molto più tardi (attorno alle 14.45) esce dal vicolo per infilarsi dentro il negozio di scarpe, da dove esce poco dopo portando con sé un sacchetto di plastica. Queste immagini, così come il contenuto di cellulari e computer, saranno oggetto della perizia conferita ieri.
Ma il sostituto procuratore della Repubblica Angelo Beccu spera di chiudere il caso – che sta certosinamente istruendo sin dal momento della scoperta della strage – molto prima del 2 ottobre, con l’acquisizione degli accertamenti sul Dna delle persone presenti sulla scenda del delitto. Che, stando alle prime informazioni trapelate, sarebbe di Giulia Zanzani, del marito Giovanni Azzena, del figlioletto Pietro e del solo Angelo Frigeri.
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