La Nuova Sardegna

Calzificio Queen: vendita spezzatino

di Tito Giuseppe Tola
Calzificio Queen: vendita spezzatino

Dopo il fallimento gli impianti dello stabilimento di Macomer saranno messi all’asta su Internet

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MACOMER. Macchine, impianti di filatura e tessitura, arredi degli uffici e giacenze di magazzino del calzificio Queen saranno venduti con un’asta online sul sito www.gobid.it, piattaforma di aste industriali. In questo caso, anche se l’iter è diverso, si tratta di un’asta giudiziaria. La società Queen, infatti, è fallita da più di due anni. Per gli immobili è stata già bandita un asta senza incanto che avverrà col metodo tradizionale delle offerte in busta chiusa. Per i beni mobili, invece, si farà l’asta online, che prevede anche il rilancio e, se ci saranno dei partecipanti, consentirà di spuntare di più. L’annuncio dell’asta on line per macchine e arredi del calzificio di Macomer è apparso ieri negli annunci economici dei quotidiani. Il prezzo base in blocco per i 478 lotti in vendita (uno per ciascuna macchina o blocchi di beni) è di 2.843.184,07 euro. Il rilancio minimo consentito è fissato in 10 mila euro. Per partecipare è previsto un deposito o una fideiussione di 284 mila euro. L’asta è iniziata i 3 giugno e si concluderà il 7 luglio alle ore 16. Finora non sono state presentate offerte, ma è difficile che chi è interessato scopra le carte in anticipo facendo salire il prezzo. Se ci saranno offerte, e si presume che i compratori interessati non manchino, la battaglia tra concorrenti per aggiudicarsi le macchine della Queen avverrà nella fase finale. A differenza dei vecchi telai della Legler, gli impianti del calzificio sono recenti e soprattutto nuovi. Se saranno venduti, sfumeranno definitivamente le speranze di riaprire e rilanciare la fabbrica. Finirà definitivamente accantonato anche il progetto di rilevare una parte dello stabilimento per riprende la produzione accarezzato da un gruppo di ex dipendenti col sostegno di un’organizzazione sindacale. A ipotecare le speranze dei lavoratori è anche l’asta (questa volta bandita col metodo tradizionale seguendo le procedure delle aste giudiziarie) per la vendita dello stabilimento. L’asta, pubblicata il 17 giugno, si concluderà il 3 ottobre alle ore 16, termine entro il quale sarà possibile presentare le offerte. Si tratta di una vendita senza incanto, che quindi avrà termine con l’aggiudicazione definitiva e senza la possibilità che possano essere accolte altre offerte. L’apertura delle buste avverrà il 6 ottobre a mezzogiorno nel Tribunale di Oristano. Nel bando pubblicato dai curatori si parla di «vendita del compendio immobiliare a uso industriale, dei piazzali e delle aree verdi» per una superficie coperta di 27 mila metri quadri e 15 mila di piazzali e aree verdi. La superficie complessiva del lotto è invece di 105.576 metri quadri, pari a oltre dieci ettari e mezzo. Il prezzo base per l’acquisto dello stabilimento e dell’area sulla quale è stato realizzato è di 5.215.800 euro e il rialzo minimo consentito è di 50 mila euro. Mentre per le macchine si prevede che spunteranno dei compratori interessati all’acquisto per venderle poi altrove, non si ha notizia qualcuno sia interessato agli immobili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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