La Nuova Sardegna

Premio strega

Cinque i finalisti, due superfavoriti

di Mauretta Capuano
Cinque i finalisti, due superfavoriti

Lo scontro finale il 3 luglio tra Antonio Scurati e Francesco Piccolo

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ROMA. Si stringe su due nomi la battaglia finale per la conquista del Premio Strega 2014 e, stando alle voci più accreditate che circolano, si prospetta una sfida all'ultimo voto il 3 luglio a Villa Giulia, a Roma.

Se sarà veramente così Antonio Scurati con “Il padre infedele”, (Bompiani) in cui racconta come si vive la paternità oggi, si troverà a vivere una situazione simile a quella che lo vide nel 2009 perdere per un voto il premio, andato a Tiziano Scarpa. E Francesco Piccolo, dato per superfavorito fin dalla serata finale del 2013, ancora prima di candidarsi con “Il desiderio di essere come tuttì” (Einaudi), non è così scontato che abbia la vittoria in mano con la storia della fine del Pci attraverso il filtro della sua vicenda personale. Tra polemiche, accuse, anche di nepotismo e autoplagio, tensioni e la volontà di tenere sotto controllo la situazione, anche l'edizione 2014 del Premio Strega, che non ha riservato finora grandi colpi di scena, non esclude comunque sorprese nella volata finale. E se Scurati dice di essersi candidato in un'edizione «in cui i bookmakers non danno certo me per favorito», Piccolo sottolinea di non aver «mai creduto di essere il superfavorito».

Certo, a quattro giorni dalla proclamazione del vincitore sembra davvero difficile, anche se non è mai detta l'ultima parola, che ad aggiudicarsi il premio possa essere la storia dell'atleta di Mogadiscio Samia raccontata da Giuseppe Catozzella in “Non dirmi che hai paura” (Feltrinelli) che guida la cinquina e si è già portato a casa la prima edizione del Premio Strega Giovani.

Qualche problema a Piccolo forse potrebbero crearlo i voti per Antonella Cilento, 47 anni. L'editore della sua storia, ambientata nel Seicento, di una bella addormentata che si sveglia in una favola nera “Lisario o il piacere delle donne” (Mondadori), fa parte dello stesso gruppo dell'autore de 'Il desiderio di essere come tuttì. E Francesco Pecoraro, 69 anni, autore di poesie e racconti, al suo primo romanzo con “La vita in tempo di pace” (Ponte alle Grazie) con protagonista un ingegnere, Ivo Brandani, disilluso e arrabbiato, spera solo di «non arrivare ultimo». Il romanzo di Pecoraro non ha scalato le classifiche di vendita, ma ha avuto il sostegno , in alcuni casi entusiastico, di importanti (e influenti) critici letterari. La storia di Brandani è costruita a ritroso e riguarda anche quella del nostro paese. «Dalla fine della guerra a oggi l'Italia è rimasta nella pace ma in realtà sono 70 anni di un conflitto silenzioso molto difficile da affrontare e da vincere» dice Pecoraro.

Ieri i cinque finalisti sono stati ospiti del Festival Caffeina a Viterbo, dove il 4 luglio tornerà il vincitore. E alla vigilia della serata finale, sarà assegnato, il 2 luglio a Casa Bellonci, il Premio Strega Europeo, in occasione del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea con candidati Jerome Ferrari, Marcos Girralt Torrente, Georgi Gospodinov, Rosa Liksom ed Eugen Ruge che il 1 luglio saranno al Festival Letterature.

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