«Troppe violenze sugli animali, boicottiamo l’isola»

Dopo la strage di Nurachi l’appello della Lega nazionale per la difesa del cane: «La Sardegna è una meta che i turisti devono cancellare»

NURACHI. «Per quel che ci riguarda la Sardegna è da cancellare da tutte le mete turistiche. Divulgherò le malvagità che accadono sul vostro territorio nei confronti degli animali». È un autentico boicottaggio verso la Sardegna, quello innescato sui social network dopo la strage dei diciotto cani di Nurachi.

La vicenda è nota: stanco delle lamentele dei vicini di casa per il continuo abbaiare dei suoi cani, sabato scorso un anziano allevatore anni ha deciso di porre fine alla faccenda avvelenando con un pesticida l’intera cucciolata. Solo una cagnetta, incinta, si è salvata dalla strage ed ora è in cura presso la clinica veterinaria Duemari di Oristano.

Nel frattempo la notizia ha destato uno scalpore immenso, anche a livello nazionale, come era scontato, da parte delle associazioni animaliste. La sezione di Alghero della Lega nazionale per la difesa del cane ha anche presentato un esposto alla procura della Repubblica di Oristano, sollecitando l’apertura di una indagine giudiziaria per accertare se dietro la strage dei diciotto cuccioli ci siano state responsabilità e omissioni, anche sotto il profilo amministrativo.

L’esposto, postato sul web dalla responsabile dell’associazione, Eva Bianchi, ha ricevuto innumerevoli sottoscrizioni e condivisioni anche a livello internazionale, non solo da parte di associazioni animaliste, ma anche da tantissimi comuni cittadini, profondamente colpiti da una vicenda di crudeltà difficilmente spiegabile. Sono parole durissime, quelle che si leggono nell’esposto, inviato anche all’attenzione del sindaco di Nurachi, dei carabinieri e della polizia locale, oltre ovviamente della dirigenza dell’Area veterinaria della Asl 5.

«Chiunque non sia intervenuto per evitare la strage, anche se una violenza così importante non la potrebbe mai immaginare nessuno, è anch’esso responsabile della morte dei cani», è scritto nell’esposto, che sollecita una «pena esemplare» per il responsabile della strage dei cuccioli. Ma intanto su internet si scatena una vera e propria raffica di accuse e persino una autentica campagna di boicottaggio turistico verso la Sardegna, altre volte teatro di episodi di crudeltà verso gli animali, come il cane ucciso barbaramente a Irgoli da un allevatore che lo aveva legato al paraurti della sua auto, trascinandolo per chilometri, o la cagnetta che a Trinità d’Agultu era stata impiccata.

«Come fanno i sindaci di questi paesi a non vergognarsi? – scrivono sul web – Noi invece ci vergogniamo, cittadini di tutta Italia, animalisti e non. Ci vergogniamo di avere a che fare con tanta indifferenza, con questo malcostume, con questo menefreghismo e lassismo che vive sulla disperazione e la morte di queste creature». È solo uno dei tanti passaggi contenuti nella campagna di boicottaggio turistico verso la Sardegna, scattata sulla rete. Una campagna provocatoria destinata a scatenare polemiche e discussioni, anche perché, purtroppo, la Sardegna non è sola per quel che riguarda episodi di crudeltà nei confronti degli animali.

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