La Nuova Sardegna

La seconda vita della Banca di Cagliari

di Stefano Ambu

L’istituto di credito dopo il commissariamento cresce molto rapidamente: 1700 soci e 3500 clienti

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CAGLIARI. Un imprenditore di 64 anni che ha deciso di scommettere sulla lana per una start up di pannelli isolanti chiamata Brebey. Fotografato con una pecora al fianco e con la basilica di Bonaria sullo sfondo. È una delle immagini simbolo della Banca di Cagliari. O meglio della nuova Banca di Cagliari, quella post commissariamento del 2011. L’altra è l’inaugurazione, ieri mattina, della nuova agenzia di via Cocco Ortu, a pochi passi dal mercato di San Benedetto. I numeri degli ultimi due anni e mezzo sono consideranti dai vertici “molto favorevoli”: 109 milioni di raccolta, triplicata dal 2012 a oggi, 65 milioni di impieghi, verso il raddoppio entro l’anno. E poi 1700 soci e 3500 clienti. Altre cifre: incremento della clientela del 40 per cento, 2800 carte di debito-credito rilasciate (più 36%), servizi di home banking cresciuti del 55 per cento. In più gli ultimi dati del Sole 24 ore: primi in Italia per rendimenti sui 12 e 36 mesi. E quarti sui 6 mesi. «Ci sono clienti – dice il presidente Aldo Pavan– che vivono lontano dalla Sardegna che hanno scelto la nostra banca: per instaurare personalmente il rapporto hanno preso un volo Ryanair e poi sono ripartiti. Le principali caratteristiche della banca sono il forte radicamento nell’area vasta cagliaritana e l’appartenenza al credito cooperativo nazionale».

Il presidente ha ricordato anche il periodo più problematico della banca. «C'è stato un regime commissariale sino a novembre del 2011 – continua – ma in due anni e mezzo sono stati raggiunti obiettivi ritenuti prima proibitivi e che oggi portano a considerare la Banca di Cagliari quale esempio di corretta gestione e di imprenditorialità bancaria».

Una realtà autonoma, ma inserita nel contesto più ampio di Federcasse composto da 400 banche di piccole e medie dimensioni. Testimonial-immagine della nuova fase è Pierluigi Damiani, imprenditore di 64 anni, protagonista insieme alla figlia di una start up incentrata sull’utilizzo della lana di pecora come isolante per l'edilizia. L’iniziativa, aiutata dalla banca, si chiama Brebey e ha vinto recentemente il VII premio nazionale impresa ambiente nella categoria “miglior processo sostenibile”.

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