Ardia di Sedilo, aperta un’indagine sul cavallo abbattuto

Si dovranno accertare le responsabilità sia degli organizzatori sia del cavaliere che ha preso parte alla manifestazione

SEDILO. Il cavallo ferito e abbattuto dopo l’incidente di domenica non sarebbe stato iscritto nell’elenco dei partecipanti all’Ardia del 2014. I carabinieri di Sedilo ora hanno aperto un’indagine che dovrà accertare le responsabilità sia degli organizzatori che del cavaliere che ha preso parte alla manifestazione. Si rischiano sanzioni con tanto di denuncia oltre alle polemiche che questa nuova vicenda si porterà appresso. Qualcuno aveva pensato che dopo l’incidente finisse tutto lì, ma i carabinieri della compagnia di Ghilarza sono andati avanti senza guardare in faccia nessuno, sulle informazioni acquisite. Un dato su tutti: nell’elenco che ufficializza l'idoneità dei cavalli a partecipare all'Ardia, gli animali erano 65, mentre anche all'occhio profano non erano di sicuro meno di un centinaio. L’incidente si è concluso con poche conseguenze per Marco Mongili, ancora ricoverato al San Francesco di Nuoro. Ma avrebbe potuto tramutarsi in una nuova tragedia come era accaduto cinque anni fa con la morte di Roberto Pisanu. I militari della stazione di Sedilo nelle prossime ore acquisiranno gli elenchi dei cavalli autorizzati dai veterinari e quindi idonei a prendere parte alla manifestazione. «Di ufficiale non c'è ancora niente ma abbiamo aperto una indagine dopo l'incidente, un atto dovuto, – spiega il comandante dei carabinieri della compagnia di Ghilarza, il capitano Alfonso Musumeci – dovremo chiedere agli organizzatori l'elenco ufficiale dei cavalli ammessi all'Ardia». (e.a.)

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