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Grida contro la sorella di Rocca: bugiarda

«Bugiarda»: è un grido fulmineo e strozzato quello che si sente arrivare dal fondo dell’aula d’udienza a metà di ieri mattina. Anna Rocca, la sorella dell’imputato, ha appena cominciato a deporre...

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«Bugiarda»: è un grido fulmineo e strozzato quello che si sente arrivare dal fondo dell’aula d’udienza a metà di ieri mattina. Anna Rocca, la sorella dell’imputato, ha appena cominciato a deporre come teste, la difesa le rivolge le prime domande, il pubblico, in fondo all’ampia stanza comincia a rumoreggiare. È da mesi, del resto, che a ogni udienza del processo Rocca, il pubblico si fa sentire, mormora, lancia occhiate minacciose. È l’ennesima riprova che a processo abbondantemente avviato, e con i due presunti responsabili in carcere, il clima a Gavoi sia tutt’altro che pacificato. C’è tanto di non detto, c’è tanto timore e paura, evidentemente, che ancora scorre tra le strade del paese. E tiene i gavoesi in perenne tensione. «Bugiarda», grida dunque ieri mattina una voce che sembra maschile e arriva dal fondo dell’aula. E il presidente Demuro, salta sulla sedia, e dice ai presenti: «Fatelo identificare immediatamente, chiamate il comando dei carabinieri e mandate qualcuno in aula. Da oggi, voglio che ci siano sempre». I carabinieri hanno dunque avviato un’indagine. Verranno visionati anche i filmati delle telecamere interne. Poi, tutti gli atti verranno trasmessi in Procura. Sempre nell’udienza di ieri la corte ha fatto arrivare in aula due corpi di reato: la borsetta di Dina e le tenaglie trovate nel garage. La difesa li farà esaminare dai suoi consulenti. È stato sentito anche il capitano dei carabinieri, Luigi Mereu, che ha raccontato del ritrovamento, a suo tempo, di un nastro adesivo in via Roma e di un cappuccio. Su entrambi erano stati fatti accertamenti ma non avevano prodotto nulla di rilevante. (v.g.)

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