La Nuova Sardegna

Annuncio della Barracciu: un Gigante al Quirinale

di Claudio Zoccheddu
Annuncio della Barracciu: un Gigante al Quirinale

Il sottosegretario assicura che gli scavi continueranno con i fondi del Ministero Dal sottosuolo spuntano la mini scultura di un pugilatore e il modello di un nuraghe

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CABRAS. Se il passato è misterioso, il futuro è stato già scritto. La visita del sottosegretario ai Beni culturali, Francesca Barracciu, agli scavi di Mont’e Prama ha portato in dote diverse novità. Innanzi tutto, lo scavo archeologico non si fermerà a settembre, ma continuerà sotto la regia del Ministero per i Beni culturali. Gli archeologi potranno dormire sonni tranquilli. Una rassicurazione che non ha distolto l’attenzione nei confronti del capitolo legato alla promozione del patrimonio scultoreo rinvenuto nel Sinis. I giganti saranno presenti, anche se sottoforma di semplici copie, all’Expo milanese del prossimo anno. Sarà probabilmente la prima uscita in campo nazionale, subito replicata da una visita temporanea di una delle statue, questa volta originale, al palazzo del Quirinale. L’esposizione della statua nel palazzo occupato dal Presidente della Repubblica, nelle intenzioni del sottosegretario, sarà uno dei tanti tasselli del mosaico composto da un progetto di interesse nazionale che attingerà fondi e risorse dal prossimo decreto cultura e turismo. «Gli scavi non chiuderanno – dice la Barracciu –, e non ci sarà nessun blocco nelle attività degli archeologi. I fondi stanziati da Regione e università termineranno a breve, ma gli scavi continueranno grazie ai fondi Arcus che saranno destinati a Mont'e Prama entro il 6 agosto». L’interesse del ministero, secondo il sottosegretario, è sempre stato alto: «Mont’e Prama è la Pompei sarda e il rinvenimento dei giganti è il più grande ritrovamento del secolo. Per questo motivo il ministero non ha mai abbassato la guardia e potrà sfruttare i fondi messi a disposizione dal nuovo decreto che sarà approvato il 31 luglio e che darà una boccata d'ossigeno ai siti d'interesse nazionale. Un elenco di cui fa parte anche Mont'e Prama». Il primo finanziamento ministeriale sarà di 250mila euro e permetterà di continuare a scavare fino a dicembre. Ma lo sforzo non si esaurirà in un’unica tranche: «Molto meglio garantire un supporto costante e concreto invece di un bagno di denari destinati agli scavi in un’unica soluzione. Siamo conviti che questo sia il metodo giusto. Seguiremo strada la finanziamento passo dopo passo. Gli archeologi possono stare tranquilli». Nella linea d'azione ministeriale c’è spazio anche per la promozione del patrimonio archeologico, soprattutto sotto il punto di vista turistico. Una fase del progetto Mont’e Prama approfondita dalla Barracciu subito dopo le rassicurazioni agli archeologi: «A settembre la mostra “Isola delle torri” sarà ospitata al museo Pigorini di Roma, una struttura dedicata alla preistoria e all’etnografia. I giganti avranno un altro futuro e saranno esposti, ma si tratterà di copie, all’Expo del 2015. Siamo conviti che queste statue possano generare attenzione e accendere la curiosità dei visitatori dell’Expo che garantirà un ritorno turistico alla Sardegna». La Barracciu è andata oltre. «Abbiamo un’idea per le statue, ma non sono sicura di volerlo annunciare già da oggi – afferma il sottosegretario –, porteremo uno dei giganti, questa volta si tratterà di una scultura originale, al palazzo del Quirinale per esporlo all’attenzione di tutta l’Italia».

La sorpresa. Dalla polvere sono saltati fuori i cocci di un modellino di nuraghe. L’ultimo ritrovamento degli archeologici che stanno indagando la collina di Mont’e Prama è stato archiviato proprio ieri mattina, pochi minuti prima della visita agli scavi del sottosegretario. Un ritrovamento a favore di telecamera che ha permesso di mettere assieme un altro piccolo tesoro restituito dalla terra dirattamente nelle mani degli archeologi. A dire il vero, non è ancora certo che si tratti di un modello di nuraghe ma i dubbi sono davvero pochi. C’è la torre centrale e c'è uno spigolo delle mura tipiche dei nuraghi quadrilobati, ovviamente in scala. «Abbiamo ritrovato anche due grandi betili – spiega il soprintendente Marco Minoja –, che sono stati rinvenuti assieme a una considerevole mole di pietrame prodotto da frammenti di sculture». Il betile che ieri mattina spuntava dalla terra riporta i segni di un incontro ravvicinato con un aratro. «E non è la cosa più strana, in alcuni reperti abbiamo ritrovato segni che sembrano essere stati inferti deliberatamente».Tra i tanti dubbi ci sono però anche alcune certezze. Ad esempio, il busto e la porzione di fianchi rinvenuti la scorsa settimana fanno parte di una nuova scultura. «Che si presenta più piccola di quelle rinvenute fino a oggi. Si potrebbe quasi dire che si tratta di un guerriero che non è mai diventato gigante», ha detto ancora Minoja. A confortare l’ipotesi ci sono anche i resti di una mano, quella che i pugilatori tenevano sopra la testa e con cui brandivano lo scudo, e di un piede. Tutte parti di dimensioni ridotte rispetto a quelle rinvenute negli anni settanta. I misteri di Mont’e Prama sono ancora tanti e ipotizzare una “collezione” di giganti in miniatura è solo l’ultimo esercizio. Non ha nulla di misterioso il georadar utilizzato per circoscrivere il campo delle ricerche: «In questo caso è necessario fare una precisazione. Non è detto che tutte le anomalie registrate da questo strumento corrispondano a effettivi tesori da scavare». L’area che potrebbe restituire reperti favolosi è sconfinata e ancora tutta da indagare.

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