«Caporale ha diffuso la lingua blu»
Le accuse: dalle intercettazioni nuovi elementi sul direttore dello Zooprofilattico
SASSARI. Un disegno criminoso basato principalmente ed essenzialmente sulla ricettazione a propagazione del virus. Sarebbe stato questo lo scopo di chi ha fatto dell’influenza aviaria e della lingua blu un business.
Emergono nuovi particolari dall’inchiesta della procura di Roma sul caso dei vaccini contro la Lingua blu, l’epidemia che ha fatto strage di ovini in tutta Italia – soprattutto nell’isola – e che, secondo le accuse, non solo non sarebbe stata bloccata dai vaccini, ma sarebbe stata addirittura incrementata, causando danni notevolissimi al patrimonio zootecnico italiano. Ci sono 41 persone indagate nell’inchiesta del procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo, e tra queste Enzo Caporale, l’ex direttore dello Zooprofilattico Teramo, l’istituto al quale nel 2002 l’allora ministro della Sanità Gerolamo Sirchia aveva affidato tutti i controlli e le indagini scientifiche sull’epidemia di Blue tongue. Era stato lo stesso Caporale ad importare un vaccino vivo dal Sudafrica, certificandone la validità terapeutica. In realtà, come hanno denunciato negli anni migliaia di allevatori, le pecore morivano lo stesso; anzi, dopo le campagne di vaccinazione l’epidemia diventava più vasta.
È dalle intercettazioni dell’inchiesta che emergono nuovi particolari sul ruolo di Caporale. Siamo nel 2006, le polemiche sull’efficacia del vaccino sono già scoppiate da tempo e adesso si è passati a un vaccino inerte prodotto dalla società farmaceutica Merial. Di Caporale parlano al telefono Igino Andrighetto e il suo collega Stefano Marangoni dell’Istituto zooprofilattico delle Venezie che si sta occupando del vaccino inerte. Andrighetto spiega al collega com’è la vicenda: «Erano partiti con il vivo (il vaccino vivo, ndr) sudafricano...se non che quello ha creato casino... e adesso hanno commissionato tutta la produzione dello spento (il vaccino inerte, ndr) alla Merial. Perché loro sono gli unici a fare il lavoro per conto del ministero... Crippa (Pierluigi Crippa, amministratore delegato della Merial,ndr) dice che è Caporale che ha disseminato la malattia. Probabilmente cercano noi per rifarsi un po’ la verginità». E in un’altra intercettazione Igino Andrighetto, chiede a Crippa: «…volevo capire quanto tempo, forzando le tappe, cioè prendendo tutto in mano al Ministero, facendo anche una bella… anche perché la Sardegna ha i soldi…quanto tempo ci vuole forzando le tappe per produrre questo vaccino?». Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale di Sinistra Sarda Alessandro Unali. «Oggi tutti si accorgono del disastro provocato dalle vaccinazioni a tappeto per la lingua blu ma per anni la voce dei pastori è rimasta inascoltata: è necessario adesso individuare tutti i livelli di responsabilità in questa triste vicenda e bene ha fatto la giunta regionale ad annunciare la costituzione di parte civile contro chi ha causato questo disastro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
