Porto Rotondo fa festa con Stefano Bollani
Domani il concerto del pianista nel cartellone per i 50 anni del borgo. Ed entra nel Guinness la maxi-bottiglia di spumante
PORTO ROTONDO. E' calato il vento e le mille luci di Porto Rotondo fanno da cornice a uno spettacolo suggestivo: con gli occhi sgranati tutti guardano verso il porto, dove un grande pallone eliostatico sta portando in volo un'artista che danza nell'aria alle note di "Casta Diva". Dopo "Casta Diva" la danzatrice si muove alle note della celeberrima "Blue Moon". Questa è la Porto Rotondo colta che racconta se stessa, cinquant’ anni dopo la nascita. Con una giornata di festa che coinvolge tutto il villaggio e paralizza la circolazione delle auto, ma che riempie piazze e banchine con una folla da grande occasione.
Ribolle di passi la piazza san Marco, la vecchia darsena con le bitte in granito e gli scalini sgrossati a mano, uno per uno, dagli scalpellini cinquant’anni fa. Turisti a passeggio con gelato in mano e consorziati di lunga data si dirigono verso il piazzale dello yacht club. La "Strada del Vermentino", circuito d'eccellenza nostrano, partecipa alla festa mentre fra i volti noti si intravedono Roberto Cavalli ed Ennio Doris.
Felice il conte Luigi Donà dalle Rose che davanti a centinaia di persone stappa la bottiglia di Primato di Altemasi millesimato Trentodoc di Cavit, un oggetto da record con una altezza di novantadue cm e una capienza da ventisei litri, pari a quella di trentacinque bottiglie normali. Da vuota pesa venti chili ed è stata iscritta nel libro dei Guinness dei primati come la più grande al mondo, per spumante o champagne. Per stapparla ci sono voluti due sommelier specializzati di Cavit e una struttura in legno per riempire le flute.
Il conte stappa, si emoziona, saluta e ringrazia. «Abbiamo lavorato a questa giornata per mesi e mesi, con progetti e notti insonni. Bello vedere come tutti i tasselli che avevamo sognato su carta, si sono alla fine concretizzati. Questa è Porto Rotondo, ieri come oggi. Una commistione di Sardegna e Venezia, come quell'immagine del Leone di San Marco, a me molto cara, che era sulle prime suppellettili di Porto Rotondo: il leone, simbolo di Venezia, che abbraccia la Sardegna».
La cronaca di questa giornata eccezionale inizia alle 11 del mattino con la parata della marching band olbiese "Tinto Brass", che per due ore, nonostante il sole feroce, ha animato tutto il villaggio con brani funky, swing, blues e rock. Alle 18 è cominciata l'esibizione dei Falconieri alla spiaggetta Tartaruga, e degli Arcieri medievali, davanti a decine di bambini strabiliati per la bravura degli addestratori e la potenza dei rapaci. Un'ora dopo irrompono in parata i gruppi degli "Sbandieratori e Musici della Città dei Candelieri" seguiti dal gruppo cagliaritano in abiti medievali. Il punto di arrivo della parata è il piazzale dello yacht club. E' lì che si raccoglie la folla. Dopo il brindisi e le evoluzioni della danzatrice, l'attacco del dj. Con un perfetto tempismo, subito dopo le 22 si accende l'altro "polmone", quello della piazzetta San Marco, con il concerto live di Matthew Lee, giovane musicista che ha fatto ballare duemila persone fino alle due di notte.
Ma il cartellone dei festeggiamenti per i cinquant’anni di Porto Rotondo prevede anche altri appuntamenti. Domani alle 22 al Teatro Ceroli il programma di festeggiamenti prevede l’atteso concerto di Stefano Bollani. Il 29 luglio la chiesa di San Lorenzo farà da quinta al concerto “Cinquant’anni di jazz” , con Gabriele Deiana alla chitarra e Alessandro Altarocca al pianoforte. Ad agosto in calendario l’esibizione di Giovanni Allevi e la sua orchestra. A settembre gran finale del festival con “Jazz e tango” e il duo Piazzolla nella chiesa di San Lorenzo.
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