Ska-P, impegno e divertimento
Messaggi di critica e musica al fulmicotone per il riuscito concerto di Cagliari
CAGLIARI. Taglienti, diretti ed irriverenti. Un concerto infuocato sabato sera per il gradito ritorno nell’isola degli Ska-P. Se la musica è studiata per far divertire i testi delle canzoni sono studiati per far riflettere. Messaggi di pace e libertà ma anche di accusa contro le cause dei mali del mondo. Mai scontati, Pul Pul e compagni puntano il dito, senza parafrasare verso chi crea situazioni di disagio, la schiavitù di intere popolazioni ad opera delle multinazionali, contro l’ottusità delle religioni che negano il cambiamento di valori dell’intera umanità a difesa di una visione vecchia ed ancora contro lo sfruttamento della natura in cui ad usufruire delle ricchezze sono un pugno di persone e la conseguente povertà di tanti altri.
Di certo non poteva passare inosservata la situazione in Medio Oriente ed una presa di posizione a favore del popolo palestinese ulteriormente martoriato, nelle ultime settimane dalle incursioni israeliane. «Questa non è una guerra – urla visibilmente adirato Pul Pul dal palco dell’Arena Grandi Eventi per la serata allestita da Zed! – Le armi moderne e super intelligenti non vanno a colpire bambini, donne ed innocenti. Questi attacchi alla popolazione inerme sono parte di un piano per eliminare il popolo palestinese. Questa non è una guerra – ribadisce – questo è un genocidio».
Tanti gli argomenti trattati nella musica degli Ska-P capaci di scuotere corpo e mente contemporaneamente. La pedofilia, la polizia fascista mandata dai governi a massacrare i manifestanti che osano dimostrare disappunto per le scelte della classe dirigente e le situazioni di tensione create ad hoc per colpire chi in disaccordo come nel caso – spiega ancora Pul Pul – della morte di Carlo Giuliani durante le manifestazioni di Genova contro il G8 del 2001.
Serata riuscita, con circa cinquemila persone accorse da tutta l’isola. Una piccola invasione pacifica del capoluogo sin dalle ore della mattina ed una lunga attesa, fuori dai cancelli per accaparrarsi un posto in prima fila. Un pubblico variegato e di tutte le età. Dai giovanissimi ai cinquantenni. Questo il popolo degli Ska-P con la voglia di divertirsi ma che non rinunciano ai contenuti anche se, in alcuni casi è facile cadere nella banalità e nell’utopia quando si parla di rivoluzione e di un mondo in cui tutti si vogliono bene. Ventuno brani per due ore di spettacolo al fulmicotone condito dalla teatralità della formazione spagnola che da sempre ne contraddistingue lo stile.
Travestimenti e “gags” per meglio rappresentare il significato delle liriche, come nel caso del sacerdote che entra nel confessorio ed esce con la testa da caprone, in chiaro riferimento alle vicende dei preti pedofili. “Full gas”, “Cannabis”, “Romero el madero”, Gato Lopez” solo alcuni dei titoli del concerto egregiamente aperto dai padroni di casa Tamurita con una esibizione di quarantacinque minuti.
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