A Roma vertice al Mise per Alcoa
Fuori dal dicastero sit in dei 150 lavoratori e dei sindaci del Sulcis Iglesiente
PORTOVESME. Oltre 150 lavoratori dell’Alcoa di Portovesme, sono arrivati in nave questa mattina a Roma per l’incontro che si svolgerà alle 10.30 nella sede del Ministero dello sviluppo Economico. Al tavolo saranno presenti le organizzazioni sindacali, l’assessore regionale all’Industria, i sindaci del Sulcis Iglesiente, il vice Ministro Claudio De Vincenti e probabilmente un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri. All’esame ci sarà la cessione dello stabilimento di alluminio primario chiuso nel novembre del 2012. Tra i possibili acquirenti, oltre alla multinazionale Klesch, in campo c’è anche la svizzera Glencore, la titolare della Portovesme srl, lo stabilimento che produce piombo e zinco. Dall’amministratore delegato di questa fabbrica, Carlo Lolliri, non trapela nessuna notizia, nessun commento, chiede solo «una riservatezza particolare». Ma da fonti sindacali sembra che la Glencore abbia posto delle condizioni per il possibile acquisto dell’Alcoa. Una fra tutte la questione storica delle industrie del Sulcis: l’energia. Per risolvere l’abbattimento delle tariffe energetiche, la Glencore ha chiesto un contratto bilaterale per 10-15 anni, da mettere per iscritto. E ha avanzato la richiesta di infrastrutture portuali, necessarie per l’attività e il funzionamento dello stabilimento. Richieste che i titolari degli stabilimenti nel nucleo industriale avanzano da anni. Queste condizioni sono una garanzia perché lo stabilimento Alcoa possa operare, garantendo stabilità produttività e occupazionale nel tempo. Il futuro dello stabilimento Alcoa tiene con il fiato sospeso 200 lavoratori diretti e quasi 300 delle ditte d’appalto. Il Governo e la Regione hanno sottolineato in più occasioni l’importanza e la strategicità di mantenere in Sardegna la produzione dell’alluminio primario.
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