La Nuova Sardegna

In aula svanisce l’unità sulle riforme

In aula svanisce l’unità sulle riforme

Il centrodestra non vota il documento dopo il no alla proposta del Psd’Az di un’assemblea costituente

24 luglio 2014
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CAGLIARI. La mozione sulle riforme doveva essere unitaria e così era stata licenziata dalla commissione, ma in aula è finita in coriandoli. Doveva essere uno di quei documenti con cui «la Sardegna ribadiva, compatta, non solo che vuole difendere l’Autonomia, ma è pronta a riformarla per non essere schiacciata dal neo-centralismo dello Stato». E invece, alla fine, a votare la mozione letta dal presidente della commissione Riforme – Francesco Agus di Sel – è stata votata e approvata solo dalla maggioranza. Forza Italia, col vicepresidente della commissione, Stefano Tunis – ha fatto un passo indietro dopo che il centrosinistra aveva rifiutato la proposta del Psd’Az, con Christian Solinas e Angelo Carta, di «rendere ancora più forte la mozione con il coinvolgimento di tutto il popolo sardo in una nuova assemblea costituente». Ma nella mozione è rimasto solo quello che c’era scritto: Legge Statutaria e riscrittura dello Statuto, per «rendere più efficienti le istituzioni, altrimenti la democrazia collassa», aveva detto poco prima l’assessore alle Riforme, Gianmario Demuro, nel dichiarare il pieno appoggio a quella che doveva essere una prova di forza, come fanno sempre i siciliani e la Provincia autonoma di Trento, e a Cagliari invece è svanita. Neanche sulla difesa a tutto campo dell’Autonomia, il Consiglio – ancora molto agitato per il confronto acceso sulla riforma sanitaria – si è diviso ancora una volta. Un bollettino finale commentato con amarezza dal capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis: «La stagione delle riforme, tanto cara a Pigliaru, comincia col piede sbagliato, con un colpo basso della maggioranza». Accusa rispedita indietro dal capogruppo del Pd, Pietro Cocco: «C’è chi vuole perdere tempo con le virgole, mentre a Roma continuano a mettere in dubbio le Regioni a Statuto speciale. La mozione non è punto di arrivo, ma quello da cui partire se vogliono ribadire che l’Autonomia è un nostro diritto e oggi dobbiamo avere il coraggio di renderla moderna. Noi questo percorso vogliamo condividerlo con tutti e soprattutto con la Sardegna». Anche Gavino Sale di Irs era d’accordo con la mozione e l’ha detto: «Dobbiamo mettere una barriera insormontabile allo Stato. È indispensabile una seduta solenne con i parlamentari per dimostrare che l’isola è compatta». La sua è stata un’illusione, prevista dall’ex presidente Mario Floris (Uds): «Qui continuiamo a sfornare mozioni che, come ben sappiamo non si negano a nessuno, ma di fatti e pugni battuti sul tavolo c’è poco. Anzi, nulla». (ua)

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