Tar: poligoni come aree di guerra
Il Tribunale riconosce la possibilità di ammalarsi per i militari
CAGLIARI. I poligoni sono come campi di battaglia. E i militari si possono ammalare e per questo devono essere risarciti dallo Stato. È la sintesi di una sentenza storica del Tar del Lazio, sezione prima bis. Il caso non riguarda un militare sardo e il caso è avvenuto lontano dall’isola, ma la decisione dei giudici è destinata a fare giurisprudenza. E rischia di avere effetti anche sui processi in corso nell’isola.
Per il Comitato Gettiamo le basi la decisione dei giudici inquadra in una nuova ottica anche la questione dei poligoni in Sardegna. «Sono certo - sostiene Domenico Leggiero dell'Osservatorio militare - che Domenico Fiordalisi, il procuratore che ha aperto l'inchiesta sul poligono di Quirra nel 2011, terrà conto di questa sentenza e ne trarrà tutte le conclusioni opportune. Perché grazie a questa decisione si potrà ottenere giustizia anche sui poligoni del Salto di Quirra e di Capo Teulada».
Secondo gli antimilitaristi del comitato, «la documentazione prodotta dall’avvocato Angelo Fiore Tartaglia, legale del centro studi dell'Osservatorio militare, è inconfutabile. Dimostra la diretta connessione tra malattia ed esposizione alle polveri sottili prodotte dalle esplosioni, conferma che altre teorie non trovano riscontro nella letteratura medica ed ora anche in quella giuridica». «La sentenza – dice il portavoce del comitato – rappresenta anche un caposaldo giuridico con il quale si dovranno confrontare i vertici della Difesa al fine di dare giustizia agli oltre 3600 malati e alle 308 famiglie che hanno perso un loro congiunto a causa dell’inquinamento bellico».
Gettiamo le basi ricorda anche la sentenza della Corte dei conti di Venezia del 17 luglio 2001 sul caso di Lorenzo Michelini, in servizio di leva nel poligono del Salto di Quirra nel 1976 e morto nel 1977 con il riconoscimento, a 24 anni di distanza dalla morte, della causa di servizio.
Una sentenza che potrebbe in qualche modo avere effetti anche sul processo che si aprirà in autunno sul poligono di Quirra. A giudizio sono chiamati gli otto comandanti che hanno guidato la base dal 2004 al 2010. Per loro il capo di imputazione è “omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri”. Sarà il processo a stabilire le loro responsabilità.
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