La Nuova Sardegna

Fortunato Depero, grafica futurista Una mostra a Trinità D’Agultu

D’AGULTU. «Fortunato Depero. So I think, so I print. Litografie degli anni Quaranta», così si intitola la mostra dedicata al grande artista futurista, curata da Micaela Deiana e Cecilia Mariani che...

29 luglio 2014
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D’AGULTU. «Fortunato Depero. So I think, so I print. Litografie degli anni Quaranta», così si intitola la mostra dedicata al grande artista futurista, curata da Micaela Deiana e Cecilia Mariani che si inaugura questa domenica alle 21 nella Sala Giulia di piazza 4 novembre. L'evento si inserisce all’interno della rassegna "Orfeo cinto di mirto", che ogni estate porta i capolavori della grafica novecentesca nel comune gallurese.

Fortunato Depero è senza dubbio una delle figure più eclettiche e originali dell'arte del Novecento. Le litografie in mostra - tutte tratte da disegni a carbone, a matita e a penna eseguiti a partire dagli anni Venti - sono un esempio dell'abilità dell'artista trentino nel conciliare la diffusione di una versione più accessibile del proprio lavoro con lo slancio antologico e autoreferenziale che al culmine della propria carriera lo portava a rielaborare temi e stilemi fino ad allora ricorrenti e sperimentati. La natura composita della cartella – nella varietà dei soggetti rappresentati – rende conto della molteplicità degli interessi di Depero, così come della differenti forme di sguardo da lui esercitate nel corso dei decenni e della sua permeabilità alle più varie influenze creative e stilistiche. Agli scorci rustici e alle vedute paesaggistiche - che risentono dei ritiri ai piedi delle Alpi - fanno riscontro le riproposizioni di alcune tra le più importanti tele futuriste legate al primo soggiorno americano della fine degli anni Venti e le rielaborazioni di alcuni quadri che testimoniano le tematiche deperiane più classiche, ovvero quelle del teatro, degli automi, dei Balli Plastici e degli animali. Non mancano, infine, autentiche sorprese, come le tavole dedicate a maschere africane e idoli tribali, spia di un interesse primitivista sempre presente e ora sfociato nella scelta "letterale" di soggetti iconografici chiaramente connotati dal punto di vista etnografico.

Proprio per la sua natura di "antologia visiva", e per le molte riproposizioni in minore di molte opere pittoriche dagli esordi alla maturità, la raccolta si pone quasi come equivalente grafico di Fortunato Depero nelle opere e nella vita.

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