Base di Teulada, slitta l’ampliamento
Rinviata a settembre la riunione del Comitato misto, prima dell’incontro la Regione chiederà chiarimenti sul progetto
TEULADA. I giochi di guerra possono attendere. Accantonato, ma solo per ora, il progetto d’ampliamento all’interno del poligono di Teulada: 20 milioni di euro per costruire due villaggi destinati a sofisticatissime esercitazioni belliche. L’incontro fra i componenti del Comitato paritetico misto per le servitù militari si doveva svolgere nella giornata di ieri proprio per discutere tutti gli aspetti legati agli interventi nella base. Ma la Regione ha chiesto e ottenuto un rinvio. In precedenza, infatti, due giorni fa, il presidente Francesco Pigliaru aveva sentito l’esigenza di ascoltare in via preliminare i propri rappresentanti nel Comipa, organismo formato da 7 membri militari e da 7 civili (nominati appunto dall’amministrazione sarda). Al vertice, assieme alla segreteria del governatore, erano presenti l’ex sindaco di Teulada Tore Mocci, Gianuario Fiori, Antonello Tanas, Gianni Aramu e Diego Frontere (assenti per cause di forza maggiore Roberto Cherchi e Antonello Giuntini). Da quella riunione era scaturita l’urgenza di valutare meglio tutte le ricadute di queste scelte e le possibili contropartite per l’isola.
La posta. Da qui l’invito alla Difesa per l’aggiornamento. E, subito a ruota, la predisposizione di un altro appuntamento: per i componenti Comitato si terrà entro la metà di settembre. Probabilmente, nelle prime due settimane del mese. In ogni caso, dopo le risposte alle domande suscitate dai punti ancora da chiarire nelle programmazioni ventilate dal ministero.
Tiri a mare. Il nuovo incontro si svolgerà quindi alla vigilia delle manovre di addestramento stagionali su ampia scala, ben distinte dai progetti di ampliamento a Teulada, ma fissate anche in questa parte dell’isola fin dal 21 settembre.
Il quadro. Più in generale, a ogni modo, la giunta regionale resta ferma negli intenti già espressi il mese scorso. Quelli cioè di chiedere al governo nazionale non l’estensione, ma riduzioni delle servitù militari. Una volontà politica culminata con la decisione del governatore Pigliaru di non sottoscrivere in questo senso il protocollo d’intesa con il ministero della Difesa. Strappo che ha determinato il riavvio di una trattativa nella quale non è detto non possano venire compresi un domani anche i piani riferiti a Teulada.
War games avanzati. D’altronde, qualche particolare sul nuovo progetto della Difesa aiuta nel frattempo a capire meglio l'entità dell'intervento e l'impatto che ci sarà sul poligono. In quest'area nell'estremo lembo sud-ovest della Sardegna si stanno difatti progettando investimenti in linea con prospettive belliche proiettate verso il futuro. Ma il programma ministeriale viene fatto calare in una regione dell'isola che tutt'attorno, sia poco più a est sia alcuni km a ovest dei confini della base, vede massicci insediamenti turistici. E, puntualmente ogni agosto, lo sbarco di decine di migliaia di persone che vorrebbero soltanto pensare alle vacanze. Presenze chiaramente incompatibili con manovre ed esercitazioni militari. Così come con l'attività dei pescatori di Teulada, tutti gli anni costretti a clamorose manifestazioni di protesta con le barche per sollecitare il pagamento degli indennizzi (nel 2014 versati con tempestività ma sempre con riferimento a precedenti blocchi del passato).
Dettagli e tattiche. In questo quadro si pensa alla costruzione di due villaggi: reali, e non in dimensioni ridotte. Tra breve tempo potrebbero essere usati nelle operazioni di addestramento, per attacco e difesa. Ma c’è inoltre l’idea di realizzare altri supporti, nuove infrastrutture e strumenti a elevatissima tecnologia. Insomma, una serie d’interventi edilizi, ingegneristici e informatici per trasformare ex depositi e caseggiati - oggi in disuso nell’aerea del poligono - in sagome di fabbricati, strade e interi isolati destinati a diventare le quinte del teatro delle guerre simulate.
Quella penisola interdetta. Nel frattempo, sempre con riferimento a Teulada, ci sono state polemiche sollevate di recente da diversi esponenti politici sull’utilizzo indiscriminato dell’intera area. E nei giorni scorsi il crono-programma per la bonifica della penisola del poligono, ora off limits, è stato al centro di un vertice a porte chiuse tenuto alla Procura di Cagliari. Hanno partecipato rappresentanti dei militari, delegati dell’Ispra (ricerca), dell’Arpas (protezione ambientale) e carabinieri del Noe.
Posizioni a tratti antitetiche. In definitiva, una situazione segnata da aspetti contrastanti. Da un lato, si studia come portar via senza effetti collaterali munizioni e ordigni nell’ambito dell’indagine giudiziaria per presunto inquinamento. Mentre dall’altro si pensa a un’intensificazione delle esercitazioni nella stessa zona: magari con l’impiego di sistemi modernissimi e in parte virtuali, ma certo con l’ulteriore allargamento delle attività belliche.
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