Inquinamento, emendamenti respinti
Le aree militari assimilate a quelle industriali, protestano Mauro Pili, Unidos e Michele Piras, Sel
ROMA. Respinti. Non sembra esserci una possibilità di evitare che le aree dei poligoni vengano assimilate a quelle industriali. E in questo modo i livelli di tolleranza di sostanze inquinanti vengano elevate. Gli emendamenti vengono già bocciati in commissione, prima che arrivino alla discussione in Parlamento. La norma è contenuta all’interno del disegno di legge sulla competitività. La commissione decide di blindarlo perché il governo ci ponga su la fiducia. In questo modo l’emendamento presentato da Mauro Pili, Unidos, è stato respinto. «Con un colpo di mano – attacca il deputato – sono state cancellate le bonifiche nelle aree militari, nei terreni di Teulada, Quirra e Capo Frasca. I parametri raddoppiati per condonare inquinamenti che avrebbero comportato costi e responsabilità. Con un colpo di spugna il governo Renzi impone un condono sulla devastazione militare in Sardegna. È un golpe ambientale che cancella norme». Ma c’è anche un secondo emendamento, presentato dal deputato di Sel Michele Piras. Piras mette in evidenza come sia non solo sbagliato rimodulare le concentrazioni di sostanze inquinanti nei poligoni militari, ma come sia impossibile fare una distinzione in cui in alcune aree dei poligoni la tolleranza nella concentrazione delle sostanze inquinanti sia più alta e un’altra in cui venga abbassata. «In ogni caso – dice Piras – con questa modifica alla norma proposta dal Governo nei Poligoni sardi si consentirebbe di inquinare nella stessa misura attualmente consentita alle attività industriali. Per questo Sel ha depositato un emendamento soppressivo e denunciato che dal 2006 a oggi non esiste nessuna norma specifica sulle attività militari».
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