Murgioni davanti al gip, interrogato per oltre 4 ore
L’ex consigliere di Fortza Paris ha risposto al giudice, secretato il verbale Presto potrebbero essere sentite altre persone e controllati i tabulati telefonici
CAGLIARI. Interrogatorio al Palazzo di Giustizia lungo circa quattro ore e mezza. Molte parole: tante da riempire oltre cento pagine di verbale. È la prima volta che l'ex consigliere regionale di Fortza Paris Eugenio Murgioni, da tre giorni in carcere, dá la sua versione dei fatti dopo l'iscrizione nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta bis della procura di Cagliari sui fondi destinati ai gruppi del Consiglio regionale. Impossibile conoscere il contenuto delle domande del giudice delle indagini preliminari Cristina Ornano e le risposte dell'ex sindaco di Castiadas, ora capogruppo di minoranza in consiglio comunale: l'interrogatorio è stato secretato. Una procedura considerata normale, in questi casi, per evitare interferenze con le indagini in corso. Perché l'inchiesta sta ancora andando avanti. Murgioni, ha confermato il suo legale Massimiliano Ravenna dopo l'interrogatorio, è provato. L'avvocato ha presentato domanda per l'ottenimento degli arresti domiciliari: domani dovrebbe arrivare la risposta del gip. Ieri, dunque, le prime spiegazioni di Murgioni. In precedenza, dopo il coinvolgimento nell'indagine, il 9 giugno si era avvalso della facoltà di non rispondere. Giovedì sera, a due settimane dalle perquisizioni e dalle acquisizioni di documenti nelle case di Quartu e Castiadas, era scattato l'arresto. L'ex consigliere regionale è accusato di peculato: il pubblico ministero Marco Cocco gli contesta spese da giustificare per 43mila euro nel corso della tredicesima legislatura. Ma il provvedimento cautelare firmato dal Gip e che ha disposto l'accompagnamento al carcere di Buoncammino è motivato dal pericolo di inquinamento probatorio. Trentacinque le pagine dell'ordinanza di custodia cautelare che ripercorrono tutta la vicenda. E che si soffermano in maniera dettagliata su alcuni documenti sequestrati a metà luglio. E su rapporti e contatti di Murgioni prima e dopo la perquisizione in casa dello scorso 14 luglio. Il provvedimento spiega anche che c'è la necessità di procedere con le indagini. Presto potrebbero essere sentite altre persone. Con la raccolta di altre testimonianze e documenti. Ed è previsto anche un possibile controllo dei tabulati telefonici. Più in generale il Gip, nella parte finale dell'ordinanza che ha portato all'arresto di Murgioni, annuncia nuovi possibili sviluppi. E in particolare la necessità di «svolgere ulteriori accertamenti sui fondi assegnati al gruppo». Altri documenti da passare ai raggi X, insomma.
«Gravi anomalie rilevate già a un primo raffronto contabile e con la documentazione bancaria – recita l'ordinanza – rendono necessari e urgenti ulteriori approfondimenti specie sul versante, finora poco esplorato, delle spese per il personale che in cinque anni avrebbe raggiunto stando al rendiconto, un importo esorbitante e non corrispondente a quanto accertato dalla polizia giudiziaria». Neanche in estate, dunque, l'inchiesta sui fondi si ferma.
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