Cappellacci: stracciate l’intesa col Governo
Per l’opposizione Pigliaru deve chiedere a Renzi un nuovo patto di stabilità con condizioni più eque
CAGLIARI. Forza Italia non aspettava altro per ritornare alla carica e sempre a testa bassa sull’accordo Padoan (ministro dell’Economia) e Pigliaru sulle le prossime finanze della Regione: 322 milioni in più da spendere quest’anno, oltre il Patto di stabilità, e il pareggio di bilancio, tanto incassi tanto spendi, il prossimo. L’assist inaspettato per il centrodestra è arrivato dalla Sicilia e dal Trentino. A Palermo è scoppiata una rivolta contro un’intesa simile a quella sarda e lì sottoscritta dal presidente Rosario Crocetta. A Trento invece è stato il presidente della Provincia autonoma, Ugo Rossi, a respingere sdegnato la richiesta ricevuta dal Governo di ritirare i ricorsi pendenti davanti alla Corte costituzione in materia finanziaria. Impegno che, come si sa, la Giunta Pigliaru ha già preso proprio con una delle clausole inserite nella recente intesa Governo-Regione. Raccontati gli antefatti, a scendere in campo, uno dopo l’altro, sono stati l’ex governatore Ugo Cappellacci, il suo assessore al Bilancio, Alessandra Zedda e Pietro Pittalis, capogruppo in Consiglio. «Seppure con tutte le differenze possibili – scrive Cappellacci – quanto accade da altre parti, oggi deve far riflettere ancor di più chi ha firmato quell’accordo patacca. La presa di posizione del presidente Rossi conferma l’inevitabile necessità di tutelare davanti alla Corte costituzionale le prerogative di chi ha uno Statuto speciale, mentre la Sardegna ci ha rinunciato senza riuscire neanche a subordinarla a veri e corrispondenti benefici per la Sardegna. Chiediamo pertanto un atto che allo stesso tempo sarebbe di coraggio e umiltà: la giunta Pigliaru stracci quell’accordo e chiede al Governo un nuovo patto con condizioni più eque per la nostra regione». «Il no della Provincia di Trento – scrive l’ex assessore Alessandra Zedda – è la grande occasione per la maggioranza di centrosinistra, in particolare i sovranisti, di scuotersi dal torpore in cui è finita e di trovare insieme alla minoranza i correttivi a un accordo truffa che già da quest’anno restringe le possibilità di spesa per la Regione». Di vera e propria riapertura del fascicolo parla invece il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis: «Siamo in grado di fare da noi e di fare da soli, senza le politiche assistenziali e senza il ricatto-elemosina del Governo di turno. Per questo chiediamo alla Giunta di non lasciar cadere con i ricorsi la bandiera dell’Autonomia e questa è l’unica speranza cui può aggrapparsi il popolo sardo se non vuol subire ancora i soprusi dello Stato». Sempre sul nuovo Patto di stabilità sono intervenuti anche un altro consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Fasolino, e il capogruppo dei Riformatori, Attilio Dedoni. Per il primo è «indispensabile mettere un freno ai continui tagli subiti dai Comuni per colpa dei vincoli imposti dal Patto. È una situazione ormai inaccettabile con gravi ripercussioni sul tessuto economico e sociale della Sardegna». Per Dedoni, «è giusta la protesta dei sindaci e sarà curioso capire come la Giunta riuscirà a giustificare l’accordo scellerato firmato col governo Renzi». (ua)
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