«Azzannata dal mio cane, ma ora li amo»
Michela Nuvoli aggredita da bambina dal suo mastino napoletano rischiava di perdere una gamba
SASSARI. Quando aveva appena dieci anni e il suo mastino napoletano era un fedele amico di giochi, ha pagato a carissimo prezzo - lei che non aveva alcuna colpa - gli errori che qualcun’altro aveva commesso durante l’educazione del cane.
Il 31 maggio del 1982 Michela Nuvoli era una bambina spensierata e un pomeriggio di giochi nel suo giardino nella campagne di Villa Gorizia, alla periferia di Sassari, in pochi istanti si trasformò nel peggiore degli incubi. Attila, il cane con cui stava giocando, non accettò un rimprovero e l’azzannò alle gambe. Per salvarle la vita dovettero intervenire il padre e un vicino di casa. Oggi, dopo tanti anni la donna, impiegata in un’azienda sassarese, porta ancora i segni dell’aggressione, ma è riuscita a vincere la paura. «Non è stato semplice - spiega - perché il ricordo di quei momenti è sempre vivo. Avevo una bicicletta nuova e sgridai il cane perché ci stava giocando e temevo che la rovinasse - aggiunge - e in quel momento capii di essere in pericolo. Credo che il cane non avesse sopportato il mio ordine di allontanarsi - spiega Michela Nuvoli - e dopo avermi guardato con sfida mi saltò addosso». Il mastino napoletano fortunatamente non puntò alla gola, ma alle gambe. «Per alcuni minuti - spiega l’impiegata - rimasi per terra terrorizzata, con il mio cane che non ne voleva sapere di mollare la presa. Ricordo che un vicino di casa, signor Ario, saltò il cancello e con un bastone, insieme a mio padre riuscirono a staccare Attila dalle mie gambe. Subito dopo, mentre io venni portata al pronto soccorso, il cane venne abbattuto». Dopo alcuni mesi di ospedale e due interventi di ricostruzione dei tessuti i medici riuscirono a evitare l’amputazione di una gamba e la piccola Michela non solo riprese a camminare, ma diventò una ballerina di danza classica: per anni però dovette convivere con l’incubo dei cani. «Dopo quello che accadde - spiega - penso sia normale che fossi terrorizzata. Solo una ventina di anni dopo sono riuscita a vincere la paura prendendo nuovamente un cane ed educandolo con dolcezza. Il mastino napoletano che mi azzannò era stato regalato alla mia famiglia da amici - aggiunge Michela Nuvoli - e aveva già creato dei problemi. Penso che avesse subìto maltrattamenti o un’educazione sbagliata. Non credo che esistano cani cattivi penso che il problema sia sempre nel padrone. Dopo tanti anni le ferite rimangono - conclude - ma l’amore che ti dà un cane ti fa dimenticare anche quelle». (l.f.)
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