La Nuova Sardegna

Erriu: a settembre la riforma dei Comuni

Due sfide per l’assessore: superare l’ostacolo delle ex Province e varare la nuova legge urbanistica

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CAGLIARI. Settembre, rientrerà a lavoro fra pochi giorni, rischia di essere tremendo per l’assessore agli Enti locali e l’urbanistica. In agenda Cristiano Erriu ha due scadenze decisive: la riforma dei Comuni e il riordino della legge urbanistica. Tra l’altro la prima inciderà molto anche sulla riorganizzazione della sanità pubblica. Prima delle ferie, chi presto sarà costretto a saltare da un tavolo all’altro, ha detto e giurato: «A settembre porterò le proposte definitive prima in Giunta e poi all’esame del Consiglio». Ci riuscirà?

Enti locali. Prima di Ferragosto, il lavoro era ben avviato. Il confronto con i Comuni è stato importante e proficuo, sono state a suo tempo le dichiarazioni di Erriu. Ora c’è la strettoia di superare l’ostacolo delle ex Province: ci sono competenze da assegnare e poi c’è anche il complicato passaggio del personale. Si sa che Erriu ha lavorato e lavora a una riforma «totale e completa», lo ha annunciato anche nell’ultima assemblea dei sindaci, di cui è stato presidente prima dell’incarico in Giunta. Il suo obiettivo è aggregare più municipi possibili nelle nuove Unioni dei Comuni, un’operazione non facile quando ci sono da superare anche vecchie ruggini, non solo amministrative. Ma non c’è dubbio che i servizi essenziali andranno accorpati, per essere comunque garantiti, costare meno ed essere soprattutto efficienti. In altre parole, nella bozza Erriu punterebbe a un vero e proprio governo del territorio. Senza più ripetere gli errori commessi da altri in passato, come quello di disegnare prima i confini delle otto Asl e poi quelli delle otto Province. Una confusione ereditata e sfociata in questi paradossi: alcuni Comuni del Medio Campidano, attaccati fra loro, sono alle prese con piani socio-assistenziali diversi e spesso contraddittori. Anche per questo la riforma degli Enti locali servirà come base di partenza anche per il riordino (leggi forse riduzione) delle Asl.

Urbanistica. Il più volte annunciato ritiro della delibera madre dell’ex Piano paesaggistico Cappellacci, quello cassato dalla giunta Pigliaru, non c’è stato ancora. È un ritardo? Pare di no, secondo quanto trapela dall’assessorato. Il ritiro definitivo avverrà a metà settembre, quando sarà concluso il giro di consultazioni con tutte le parti in causa e quando saranno messi in sicurezza i beni identitari. È il famoso repertorio, la mappa, su cui è ancora in corso il confronto col ministero per i Beni culturali e ambientali. L’operazione ripulitura c’è già stata, è risale ai tempi della giunta Cappellacci, con le correzioni condivise e suggerite proprio dai Comuni. Ora il repertorio va sottoscritto anche e soprattutto col ministero: i rapporti «sono ritornati a essere ottimi», perché lo strappo brutale per colpa del Pps-Cappellacci, è stato ricucito nel frattempo. Non a caso, proprio il ministero ha confermato di essere pronto a ritirare il ricorso sul vecchio Piano, appena sarà sottoscritta l’intesa. Anche sull’urbanistica l’assessore Erriu vuole rispettare i tempi annunciati: la bozza sarà pronta a settembre, o nelle prime settimane di ottobre. È possibile che in Consiglio arrivi subito la Legge Urbanistica, compreso l’atteso nuovo regolamento per l’edilizia, e poi il Piano paesaggistico riveduto e corretto. Con una certezza: le procedure saranno molto più snelle e semplici per le amministrazioni comunali e i loro piani urbanistici territoriali, le imprese e i cittadini. Compreso l’inevitabile e necessario rispetto dei vincoli, questa volta tutti condivisi. (ua)

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