La Nuova Sardegna

La corsa per dirigere l’Agenzia

Il primo in graduatoria è Temussi, vicino al centrodestra: e c’è chi pone il veto

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CAGLIARI. Al di là delle randellate politiche, date, prese e restituite, nel centrosinistra è in atto una battaglia quasi alla luce del sole per una poltrona che vale molto, quella della direzione dell’Agenzia per il lavoro, che poi è il braccio operativo di quanto la Giunta andrà a fare per fronteggiare il dramma della disoccupazione, ora intorno a un drammatico 17,5 per cento. Da gennaio l’Agenzia è commissariata, nel frattempo in 53 si sono candidati per l’incarico strategico e a settembre è stata pubblicata la graduatoria degli aspiranti. In otto hanno ottenuto il massimo del punteggio in base a titoli, esperienza ed età. In testa alla classifica stilata dalla commissione nominata dalla Giunta per «valutare le manifestazioni d’interesse» c’è l’attuale commissario Massimo Temussi, sassarese, uomo forte dell’ex assessore Antonello Liori (Fdi) e nominato a suo tempo dal centrodestra. Ma ora pare sostenuto anche dall’assessore al Lavoro Virgiinia Mura e da una parte del Pd, con in testa l’ex presidente del Consiglio Giacomo Spissu e il renziano Gavino Manca. Ma per gli alleati del Partito Democratico – da Sel fino a Sinistra Sarda – proprio le origini politiche di Temussi «sarebbero inaccettabili da digerire» e visto che «alla politica è ancora riconosciuto un potere discrezionale nelle nomine», al Pd chiedono di guardare oltre, dal secondo posto in giù, visto che «Temussi guida la graduatoria solo perché è il più giovane fra i 53 aspiranti». Gli altri sette che hanno ottenuto ottimo sono nell’ordine: Speranza Schirru, già capo di gabinetto dell’assessore al Lavoro Maddalena Salerno (giunta Soru) e allora in quota Rifondazione. Al terzo posto, Mauro Tuzzolino, ex amministratore delegato di Sviluppo Italia, esperto in politiche del lavoro, sostenuto da Sel. Poi ci sono Carmen Atzori, ex dirigente del comune di Quartu, e Giuseppe Matolo, attuale direttore di Bic Sardegna, lo sportello regionale per le imprese. Dalla sede romana del ministero per il lavoro è arrivata la candidatura di Maurizio Sorcioni. La settima piazza è occupata da Luca Galassi (area Pd), dirigente regionale per la formazione professionale. All’ottavo posto, Giovanni Deiana (area Pd) sino a pochi mesi fa dirigeva le politiche per il lavoro nella Provincia di Nuoro. Nel gruppo, quindi non fra le eccellenze, c’è anche Lorena Cordeddu, ex assessore provinciale a Cagliari, in quota Rifondazione, ma che insieme a molti altri sarebbe pronta a ricorrere contro la graduatoria perché «a molti candidati la commissione non avrebbero riconosciuto diversi titoli». Ieri scadeva il mandato al commissario Temussi e pare che la Giunta, messa all’angolo, pare decisa a rinviare ancora la nomina del nuovo direttore generale. Nel replicare alle accuse di Sinistra Sarda sulle «politiche per il lavoro», l’assessore Mura ha scritto anche: «La scelta del direttore richiede attenzione, ponderatezza e massima trasparenza». Dunque la partita è aperta e l’uomo oggi solo al comando, Temussi, potrebbe anche non vincerla. (ua)

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