La Nuova Sardegna

Economia e terrorismo, forum nell’isola

di Alfredo Franchini
Economia e terrorismo, forum nell’isola

Incontro internazionale a Cagliari a ottobre con i ministri arabi del Golfo. Opportunità per le imprese

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CAGLIARI. Per un giorno la Sardegna avrà una sua Davos: l’undici ottobre prossimo si terrà a Cagliari il primo incontro internazionale del Mediterraneo con la partecipazione di rappresentanti di diversi governi, dalla Giordania, al Libano, agli Emirati arabi uniti. Si chiama «Mediterranean Gulf forum»; è un’iniziativa organizzata da un Centro studi e ricerche di Abu Dhabi, «Abhath», dal Centro studi «Mutawassit Mediterraneo» e dal Comitato Atlantico italiano con l’alto patrocinio del Ministero degli esteri. Nell’isola arriveranno una trentina di esperti, (i cui nomi sono per ora riservati). L’iniziativa è stata presentata ieri da due degli organizzatori, Hamze Jammoul e Gianluca Floris dell’associazione Mediterranean Gulf forum: «L’obiettivo è quello di trovare soluzioni per uscire dalla crisi politica, religiosa ed economica». Si parlerà anche del terrorismo: «Siamo preoccupati per la violenza del califfato dell’Isis», ha detto Jammoul. E l’undici ottobre sarà quindi l’occasione per discutere e chiarire il ruolo del Qatar che, secondo le accuse rivolte da un ministro tedesco, sarebbe tra i finanziatori dei terroristi. I lavori saranno incentrati su tre sessioni, aperte al pubblico, (al contrario della Davos, centro di un Forum mondiale chiuso). La prima discuterà della sicurezza e delle crisi regionali. «Si discuterà dell’avanzata del terrorismo e di forze estremiste in Iraq, Siria, Libia, Sinai e altre aree, quale minaccia alla stabilità e alla sicurezza del Mediterraneo e del Golfo», dicono Floris e Jammol. La seconda sessione ha per tema l’energia e lo sviluppo. Verranno analizzati i fattori di instabilità di natura socio economico che hanno avuto un ruolo determinante nello scatenare le rivolte che hanno attraversato il mondo arabo negli anni più recenti. Le cosiddette primavere arabe di sui saranno discusse le conseguenze. L’ultima sessione sarà riservata alla moderazione e al futuro del Medio Oriente: «La necessità», dice Jammoul, «è che la moderazione prevalga nella sfera culturale e politica sul radicalismo e sull’intolleranza». La sessione esaminerà quindi le prospettive del dialogo interculturale e interreligioso. Un’occasione importante anche per gli imprenditori: il Forum sardo intende mettere a confronto le diverse opportunità offerte dall’economia del mare e dalla possibilità crescente degli scambi commerciali nel Mediterraneo. La Sardegna diventa centrale nel dialogo tra la sponda Sud e quella Nord del Mediterraneo. Un’area che dal 2010 avrebbe dovuta già essere di libero scambio per le merci e soprattutto per la circolazione degli uomini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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