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Contenzioso con l’Enel

Caso dighe, il Consiglio si è schierato con l’assessore

CAGLIARI. La Regione ha rivendicato da tempo la proprietà delle dighe idroelettriche finora gestite in esclusiva dell’Enel. Da quel giorno in poi fra la Giunta e l’ente (che ha ricorso al Tribunale...

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CAGLIARI. La Regione ha rivendicato da tempo la proprietà delle dighe idroelettriche finora gestite in esclusiva dell’Enel. Da quel giorno in poi fra la Giunta e l’ente (che ha ricorso al Tribunale delle acque) si è aperto un contenzioso, nonostante i decreti firmati dal presidente Pigliaru. Ma ora al fianco della Regione in questo confronto si è schierato anche il Consiglio regionale. A sollecitare la discesa in campo è stato l’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, che aveva chiesto di essere ascoltato dalla quarta commissione (Governo del territorio), presieduta da Antonio Solinas del Pd. Nell’audizione Maninchedda ha confermato che «la Giunta vuole riformare il sistema delle dighe in Sardegna per troppo tempo abbandonato e lasciato nelle mani dell’Enel», In discussione si cono sei invasi: Busachi, Flumendosa, Coghinas, Taloro, Monte Nieddu e Cunpidanovu. Lo scontro è stato duro all’inizio, ma in questi giorni è cominciato «un negoziato ancora tutto aperto– ha detto l’assessore – che per noi potrebbe concludersi ad esempio con la costituzione di una società su basi paritarie fra Regione ed Enel per la gestione delle dighe». La stategia del negoziato è stata condivisa dalla commissione del Consiglio e soprattutto dal suo presidente, che ha detto: «Abbiamo dato mandato all’assessore Maninchedda di proseguire nel negoziato, riservandoci di esaminare i documenti sul contenzioso e sulla futura società». A questo punto è chiaro che al tavolo con la controparte la Giunta andrà a sedersi con molta più forza.

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