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Primarie Pd, Soru: «Serve partecipazione»

Primarie Pd, Soru: «Serve partecipazione»

Durante la convention di Cagliari l’ex governatore ha invitato i sardi ad andare a votare il 26 ottobre

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CAGLIARI. Chissà se è stata una strategia, oppure frutto del caso. Sta di fatto che all’indomani della presentazione ufficiale di uno dei due avversari alla segreteria regionale del Pd, Ignazio Angioni, l’altro è Thomas Castangia, Renato Soru ha fatto la sua seconda mossa importante nella campagna elettorale per le primarie del 26 ottobre. Nella convention di Cagliari, ha puntato sulla partecipazione. L’ha detto ai suoi, la sala era piena, ma soprattutto ai sardi, a quei sardi che forse lo vedono ancora come il candidato delle divisioni. «Sono primarie aperte – le sue prime parole – e il Pd non ha bisogno di un voto autoreferenziale e neanche concentrarsi sulle piccolezze o sul rancore. Oggi siamo è alla ricerca di segnali e suggerimenti per ritornare a essere quello che vogliamo essere: un partito di tutti». È questa l’idea rivoluzionaria dell’eurodeputato e per realizzarla l’unica strada possibile è «la partecipazione». Che non è solo un slogan: serve, senza dirlo, a evitare che altri alimentino il rischio di gazebi deserti a fine ottobre. La soglia giusta – fa sapere chi conosce a memoria le statistiche – è riportare ai seggi volanti i 50mila elettori (gli iscritti del Pd in Sardegna sono 13mila) delle ultime primarie, quelle di fine 2013 per la scelta del candidato presidente della Regione. Se il traguardo è questo o giù di lì, Soru per accendere gli animi ha consegnato alla platea un progetto che dovrà essere di stimolo, non intralcio, anche alla giunta Pigliaru. «Il Pd – ha detto – deve ripartire da zero se vuole davvero cambiare il mondo e azzerare le troppe diseguaglianze che esistono». È andato oltre: «È questa la partita che deve giocare non solo il Pd ma tutta la Sardegna se vuole smetterla di piangersi addosso e se non vuole gettare via la speranza». È un lavoro, ha aggiunto, che «dobbiamo fare tutti insieme se vogliamo che in quest’isola sia facile davvero vivere e non solo per i sardi». Oggi non lo è,ha ricordato nel suo intervento il parlamentare e sindaco Romina Mura, dopo aver messo in fila i numeri scioccanti della crisi: dalla disoccupazione giovanile alla povertà, dalla fuga dalle scuole al dramma delle famiglie. Per chiudere con questa frase: «Oggi sei di sinistra se hai il coraggio di contrastare un sistema che tutela pochi». Frase rilanciata da Barbara Pusceddu, sindaco di Sinnai: «Basterebbe non farsi vincere dall’egoismo». Soru vuole guidare questa sinistra moderna, che «nel guardare al Mediterraneo, risolve i suoi mali storici e pensa in grande». Certo, ora che il Pd è partito di governo, a Cagliari e Roma, «dobbiamo affrontare e rispondere in fretta alle emergenze, per poi sentirci protagonisti di questo progetto collettivo». Se altri parlano di pochi luoghi felici, per lui lo devono diventare tutti i Comuni e per questo serve unità, condivisione e partecipazione». E anche vincere le primarie senza bisogno del ballottaggio. (ua)

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