La Nuova Sardegna

Guerra tra soci per il controllo di Tirrenia

di Alfredo Franchini
Guerra tra soci per il controllo di Tirrenia

Onorato attacca: «Paghiamo la mancata sinergia». Negri: «Il monopolio Moby sarebbe pericoloso»

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Nuovo scontro tra i soci della Tirrenia. A distanza di pochi giorni dalla pubblicazione sui giornali economici di una lettera di Vincenzo Onorato che metteva alla berlina la gestione di Tirrenia, ieri il presidente della Moby ha replicato, sempre con una pagina a pagamento, stavolta sul Corriere della Sera, alla presa di posizione del Fondo Clessidra, socio al 35% di Cin-Tirrenia.

Vincenzo Onorato, armatore della Moby e timoniere storico di Mascalzone Latino, chiarisce che il motivo delle sue lamentele deriva «dalla mancata attuazione delle previste sinergie» tra le due compagnie di navigazione, e non tanto per la mancata fusione tra le due società, come aveva sostenuto il Fondo Clessidra. Tra i vari punti affrontati da Onorato viene ricordato un passaggio del comunicato di Clessidra del 30 settembre scorso in cui il Fondo di Private Equity sosteneva la tesi di voler rispettare «gli accordi conclusi. Accordo che prevedono, proprio per l'ipotesi di mancata attuazione della fusione tra Moby e Tirrenia, le condizioni alle quali può avvenire la liquidazione nel tempo dell'investimento in Tirrenia, per massimizzare il valore nell'interesse di tutti i soci».

La liquidazione dell'investimento «non nel tempo, ma a soli due anni dalla sua creazione», replica l'armatore della Moby, «significherebbe massimizzare l'investimento non di tutti i soci, come Clessidra tenta di far credere, bensì soltanto di quest'ultima». Onorato aveva sostenuto che il socio Clessidra, essendo un investitore finanziario «forse voleva comprare e poi rivendere, in breve tempo, Tirrenia, per realizzare un lauto guadagno».

Senza mai affermarlo, Onorato aveva anche suggerito in qualche modo allo Stato di ritirare la convenzione con la Tirrenia: «Settantadue milioni di euro l’anno per collegate le isole? Io mi sento preso in giro», aveva detto Onorato, «noi non facciamo finanza ma impresa».

A Onorato, dopo il Fondo Clessidra, ha replicato anche Luigi Negri, socio di Tirrenia al 15% attraverso il Gruppo investimenti portuali: «Noi abbiamo una piccola compagnia, la Blu Navy, che opera in estate sulle rotte toscane tra Piombino e Porto Ferraio, così come fa Toremar che fu rilevata da Onorato. Bene in estate i prezzi sono uguali ma in inverno, quando noi stiamo fermi, i prezzi vanno alle stelle. Dico questo perché lascio agli altri immaginare che cosa sarebbe stato se la Moby avesse preso la Tirrenia».

Onorato ha spiegato che l’unione tra Moby e Tirrenia avrebbe comportato nuovo debito per Moby e la rinuncia «a tutto vantaggio di Tirrenia ma giustificata per Moby dalle attese sinergie alle linee Genova-Porto Torres e Livorno-Cagliari, richiesta dall’Autorità garante della concorrenza».

«Contrariamente a quanto affermato da Clessidra», è la tesi di Vincenzo Onorato, «Moby ha proposto diverse soluzioni finanziarie compatibili con gli accordi in essere e oggetto di lunga trattativa con Clessidra, la quale, in prossimità della scadenza del termine per concludere l’accordo, si è inspiegabilmente rifiutata di darvi seguito, ancorché gliene derivasse un sostanzioso utile».

Vincenzo Onorato difende il progetto iniziale e non desiste: secondo voci non confermate il presidente della Moby starebbe cercando nuovo soci per sostituire gli attuali e puntare al controllo alla Tirrenia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Emergenza Meteo

Giugno infernale, l’Europa come il deserto del Sahara: centinaia di vittime per il caldo estremo. In Italia le città da bollino rosso oggi – I dettagli e le precauzioni

di Redazione Web
Le nostre iniziative