La Nuova Sardegna

Laurea a Bashir, simbolo per le donne

di Antonio Meloni
Laurea a Bashir, simbolo per le donne

Alla giudice afghana che si batte per l’emancipazione femminile è stato conferito il titolo honoris causa in Pianificazione

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SASSARI. Il velo nero incornicia il suo volto dai tratti decisamente orientali illuminato da grandi occhi scuri. Mareya Bashir, a Herat, è considerata una specie di mito vivente non solo per la sua instancabile attività di contrasto alla criminalità (unico magistrato donna in tutto l’Afghanistan), ma anche per avere sempre sostenuto la centralità della donna nei processi di costruzione democratica. Lo ha fatto, nonostante tutto, in un contesto critico, sfidando le convenzioni radicate di una cultura millenaria che vorrebbe la donna perennemente schiava e privata totalmente di quelli che in Occidente abbiamo imparato a chiamare diritti di genere. Quando l’Università ha avuto l’opportunità di proporre al Ministero la sua candidatura per il conferimento di una laurea honoris causa, non ci ha pensato due volte e tramite il dipartimento di Architettura ha trasmesso la domanda subito accolta dal Miur. Il rettore Attilio Mastino, ieri, lo ha raccontato senza retorica, nell’aula magna della segreteria centrale, in occasione della cerimonia di consegna della pergamena alla giovane e coraggiosa magistrata afghana. Quale sia il livello di rischio per l’incolumità personale sua e della sua famiglia è facile immaginarlo: per avere un’idea basti pensare che solo nel 2010 è stata titolare di 87 inchieste tra corruzione, narcotraffico e terrorismo. In pieno regime talebano ha sfidato il controllo della censura usando lo scantinato della sua casa per aprire una scuola clandestina destinata alla bambine. Alla sua attività di magistrato, procuratore generale della provincia di Herat, Bashir ha sempre affiancato il suo impegno politico come strenuo difensore dei diritti delle donne e questo, va da sé, le ha procurato una serie di problemi. Paola Pittaluga (dipartimento di Architettura), che ha illustrato le motivazioni del conferimento, ha detto a chiare lettere che Mareya Bashir ha contribuito a costruire una città dei diritti con la stessa dedizione di un pianificatore che lavora con passione per eliminare ogni divario, sociale innanzitutto. Ai tanti riconoscimenti internazionali, da ieri, la giovane procuratrice potrà affiancare il titolo conferito dall’ateneo turritano, la laurea honoris causa in Pianificazione, politiche per la città, l’ambiente e il paesaggio. Quanto sia meritato, filtra chiaramente dalla laudatio, letta, non senza commozione, da Sergio Vacca (Università di Sassari). Poi arriva il suo turno e chi aspettava, come da programma, una lectio doctoralis in piena regola resta un tantino “deluso”: «Di me è stato detto tanto _ ha esordito Bashir _ voglio parlare piuttosto delle tante altre donne afghane che, con estremo coraggio, lottano per la conquista della libertà e della parità in una realtà certamente difficile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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