Manifestare contro i diritti (altrui)
Le silenziose “Sentinelle in piedi”, una provocazione in piena regola
Le sentinelle in piedi: è una manifestazione o una mostra d'arte contemporanea?
Non ho vissuto gli Anni 60 e 70, anche se mi sarebbe piaciuto: gli anni dei tumulti, delle prese di coscienza, dello stravolgimento nella musica e nell'arte, della speranza ingenua e di quella non più vana. Quando per manifestare si urlava, si scrivevano cartelli, quando John Lennon cantava a squarciagola “Give Peace a Chance”. Invece vivo in questa epoca, con l'assoluta certezza che fra una trentina d'anni sarà descritta nei libri come uno dei periodi più neri della storia d'Italia: crisi economica, crisi dei valori (e non parlo di quelli tradizionali) e della libertà. In questi giorni sto assistendo sbigottita alle manifestazioni fatte dalle "sentinelle in piedi" (mi chiedo se quelle sedute siano mai esistite): manifestazioni ordinate, silenziose, compatte, serie e… incomprensibili. Già perché nonostante questa scelta così pacata di manifestare, queste sentinelle non sono effettivamente in grado di palesare i propri valori manifestando, tanto che devono spiegarne il motivo.
Allora mi sono chiesta: come mai arrivare a fare una manifestazione muta e immobile, se poi bisogna parlare per spiegarla? È una manifestazione o una mostra d'arte contemporanea? Superato questo primo (legittimo) quesito, passiamo al secondo: è saltato anche a voi all'occhio quanto strano sia manifestare per la libertà di espressione, minando la libertà di qualcun'altro? Dove si è mai vista una manifestazione per la libertà che impedisce il progredire della libertà altrui? Superati e non sciolti questi due primi quesiti, mi sono ulteriormente chiesta: ma cosa è in effetti una sentinella? Le sentinelle son coloro che fanno da guardia a un determinato luogo, che avvisano di un pericolo imminente, o che controllano il territorio da eventuali attacchi nemici. Imbarazzante anche la scelta di un nome simile, non trovate? In ultimo mi vorrei soffermare su quello che una manifestazione del genere, in piena flemma inglese, crea su chi assiste: ossia rabbia per un mancato confronto. Un po' come quando stiamo litigando, i toni sono accesi, mettiamo anima e corpo per spiegare la nostra posizione e la persona davanti a noi mantiene una calma glaciale, in maniera fastidiosamente e falsamente disinteressata. Non a caso le sentinelle sono state, in alcune città, bersagliate da insulti e in qualche caso sputi.
Non giustifico assolutamente una reazione simile, anche se molti non hanno detto che questo essere pacifici e questo mutismo è stato più volte interrotto per dare via a numerose provocazioni. I retroscena raccontano che più volte le sentinelle hanno alzato il viso dai loro libri e aperto la bocca per dare dei “ricchioni” a chi assisteva alla manifestazione, scatenando l'ira “del pubblico”. Insomma, manifestazione pacifica di facciata, ma una provocazione in piena regola, una sorta di resistenza passiva che oserei definire diabolica. Se e quando avrò figli e arriverà il difficile momento di spiegare loro cosa siano valori come libertà di espressione e di parola, mostrerò loro i video delle "sentinelle in piedi" per farne vedere l'esatto contrario.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google