Riforma delle Asl, c’è il via libera ma cresce la protesta
Approvata la proposta del Pd, ma la maggioranza è divisa Il dibattito in consiglio regionale inizierà il 21 ottobre
CAGLIARI. Il primo capitolo della riforma volante su Asl, sanità e dintorni è stato scritto ma forse, senza che nessuno si offenda, non vale neanche la pena di leggerlo. Di sicuro sarà stravolto dal dibattito in Consiglio, annunciato molto acceso dal 21 ottobre in poi. Anzi, sulle ultime righe bisogna comunque soffermarsi, sono l’attualità: ieri a maggioranza la commissione Sanità del Consiglio ha licenziato la bozza del Pd che istituisce l’Agenzia per le emergenze, a cominciare dalla riorganizzazione regionale del 118, rimodula i piccoli ospedali e ribadisce la necessità di una centrale unica per le spese e gli appalti, anche se lo stesso ufficio di recente è stato approvato dalla giunta. Scritto subito dopo, come si sapeva da giorni, che dalla leggina hanno preso le distanze due partiti della coalizione, Centro democratico e Partito dei sardi, astenuti, e riscritto ancora una volta che il centrodestra si è scagliato contro, sono gli altri capitoli a essere più interessanti soprattutto perché sono tutti ancora da scrivere. Ecco alcune domande a futura memoria: quando saranno commissariate le attuali undici Asl, a novembre? Riusciranno i partiti ribelli del centrosinistra e anche la giunta, è uno dei pallini del governatore, a ridurre il numero delle Aziende, nonostante le resistenze di uno zoccolo duro presente nella stessa maggioranza? In attesa delle risposte, degli emendamenti annunciati dall’assessore alla Sanità Luigi Arru e dei ritocchi che ci saranno in corso d’opera, con il voto ancora caldo sono arrivate una valanga di dichiarazioni.
La maggioranza. Fra le prime quella del presidente della commissione, il socialista Raimondo Perra: «Non c’era più tempo da perdere. Con questa proposta di legge, vogliamo fermare una spesa sanitaria ormai fuori controllo e che sfiora un disavanzo di 500 milioni negli ultimi due anni senza che sia migliorata la qualità dei servizi». Poi è stato il capogruppo del Pd, Pietro Cocco, a sostenere in campo aperto la bozza su cui ha lavorato anche il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau: «Servivano delle norme urgenti e sono soddisfatto perché in commissione le abbiamo approvate in tempi brevi. Ora il confronto vero sul riordino del sistema sarà in Consiglio». Anche per Daniele Cocco, capogruppo di Sel non c’è tempo da perdere: «Le Asl vanno commissariate, per evitare che i manager nominati dal centrodestra continuino a far disastri». Come quello denunciato in un’interrogazione dal consigliere regionale del Pd Lorenzo Cozzolino: «All’ospedale Brotzu di Cagliari ormai è tutto ben oltre l’ordinaria amministrazione». Per ritornare a Sel e al numero delle Asl, Daniele Cocco ha detto: «Il dibattito è aperto, ma non è detto che con meno Asl si risparmi e migliorino i servizi in periferia». Ad annunciare il prossimo passo è stato Efisio Arbau (Sardegna Vera): «Siamo pronti a fare il nostro dovere, migliorare la proposta in aula». Come? Si vedrà.
La minoranza. A puntare il dito è stato il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis: «È tutta una finzione, concepita solo per moltiplicare le poltrone e poi occuparle. Il flop del centrosinistra ha del clamoroso».
L’assessore. Luigi Arru ha prima replicato a Pittalis: «Il centrodestra non ha titolo per parlare. Nel 2009 sono stati quei partiti a fare la vera finta riforma. Una riforma Avatar inattuabile e infatti mai applicata, concepita solo per licenziare via fax gli allora direttori generali e sostituirli con chi poi ha dilapidato risorse pubbliche». Poi ha aggiunto: «Lo spreco degli ultimi cinque anni è certificato e proprio il centrodestra al governo non ha concepito neanche un embrione di Piano sanitario: ha solo sperperato». Nel frattempo una prima Asl è stata commissariata: il direttore generale Salvatore Piu della 6 (Medio Campidano) si è dimesso per motivi personali e sarà sostituito da un funzionario regionale.
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