L’artista e il sentimento del colore
Da oggi sino al 25 gennaio a Oristano la mostra sulle opere di Antonio Corriga
ORISTANO. Tre anni dopo la sua morte, i colori e l’anima di Antonio Corriga risplendono nella sua Oristano, la città che aveva eletto come sua casa. Una dimora artistica che ha contribuito a ispirare le sue opere, come del resto ha fatto tutta la Sardegna. E proprio Oristano, esponendo circa settanta opere, rende il meritato omaggio all’artista originario di Atzara. Non a caso la mostra antologica “Antonio Corriga. Il sentimento del colore”, che alle 19.30 di oggi verrà inaugurata nella pinacoteca Carlo Contini, porta un titolo che evoca la filosofia che ha accompagnato tutta la sua opera.
L’esposizione curata da Ivo Serafino Fenu e prodotta dall’assessorato alla Cultura, grazie anche al contributo della Fondazione Banco di Sardegna che ha finanziato il catalogo frutto del lavoro dell’associazione Morsi d’Arte metterà in mostra opere appartenenti per lo più alla famiglia e ad alcuni enti istituzionali e religiosi, in un percorso che, dalla Pinacoteca, si dipana nei numerosi spazi pubblici, privati e di culto che a Oristano le conservano.
Coprendo l’intero arco della sua produzione la mostra propone una sequenza di opere pittoriche, plastiche o legate alle cosiddette arti minori che, più che al rigore filologico, mira ad evidenziare quella «corrispondenza d’amorosi sensi» tra Antonio Corriga e i luoghi, gli affetti e gli ideali politici, sociali e religiosi che sin dagli esordi ha contraddistinto la sua ricerca. Il percorso espositivo comprende anche un breve omaggio video, lavoro del regista oristanese Antonello Carboni, nel quale l’artista si racconta, e lo studio preparatorio del monumentale “San Sebastiano” realizzato nel 1956 per l’omonima chiesa oristanese.
La grande tela, sconosciuta ai più è, attualmente, oggetto di un’attenta operazione di restauro a cura di Italo Brai, per volontà del parroco don Giuseppe Sanna e dell’arcivescovo di Oristano monsignor Ignazio Sanna. A breve verrà ricollocata all’interno dell’edificio di culto, dopo essere stata rimossa dall’altare per volontà dell’arcivescovo di allora, in una vicenda dal sapore guareschiano che ben restituisce, in salsa oristanese, il clima da guerra fredda di quegli anni.
Il sentimento del colore ha un’origine lontana perché nasce assieme all’artista nella natìa Atzara nel 1923 per concludersi il 16 dicembre del 2011 nella sua casa-studio di Oristano, città d’adozione. «Se questi possono considerarsi come elementi formali, qualificanti e caratterizzanti di un’avventura lunga quasi settant’anni – spiega il curatore della pinacoteca Ivo Serafino Fenu – non va dimenticato che il teatro nel quale tali esperienze maturarono fu la Sardegna, terra amata, raccontata, poeticizzata con una vis romantica mai venuta meno, dagli esordi atzaresi fino alle sue estreme produzioni oristanesi.Di tali valori di fondo, identitari, sociali, folklorici, Antonio Corriga rimase sempre uno strenuo difensore col rischio, calcolato, di apparire anacronistico, orgogliosamente anacronistico».
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