Venti anni fa moriva Massimo Troisi
Ieri al festival di Roma è stato presentata la pellicola restaurata de “Il postino”
ROMA. «Il Postino è la mia favola. Sono passati 20 anni ma non c'è giorno in cui io in qualunque parte del mondo mi trovi non lo ricordi. È un film magico che è nel cuore di tutti, non solo in Italia e non finirò mai di pensare a Massimo Troisi». Maria Grazia Cucinotta che a quel film sa di dovere tutto, ricorda quei giorni. Ieri al Festival di Roma, il restauro digitale del film diretto da Michael Redford, vincitore del premio Oscar per la miglior colonna sonora (Luis Bacalov) e di molti altri premi internazionali (tra cui una nomination postuma), è l'evento speciale di chiusura, per ricordare i 20 anni dalla morte di Troisi. Il restauro è della Film & Video; Warner Bros distribuirà l'home video. «È un'emozione speciale oggi perchè porto mia figlia Giulia a vederlo. Sa quanto è importante per me. Avevo 24 anni su quel set - racconta - ero la cocca di tutti. Capivano Massimo, Philippe Noiret e gli altri quanto ero giovane e senza esperienza, ma lì sul set a Procida ero così vera, acerba. E quando penso a quei momenti penso anche a mio padre, postino come il personaggio del film e mi vedo da nonna a raccontare ai miei nipoti 'C'era una volta, questa è la mia favola». Tanti sono gli aneddoti che ricorda Maria Grazia, «tra il sogno e l'incubo dei primi giorni a cominciare dal reading della sceneggiatura prima delle riprese. E poi quella che io chiamo la cassetta, la voce di lui registrata che è una scena del film e che doveva essere la voce off del Postino. La registrò l'ultima sera, il giorno dopo doveva partire per fare il trapianto, ma invece morì e Michael Radford girò quella scena del ritrovamento della cassetta senza di lui. È un'immagine che mi viene sempre in mente, un pò un testamento». Il Postino, trasposizione cinematografica del Postino di Neruda di Antonio Skàrmeta, racconta la storia del postino siciliano Mario Ruoppolo e della sua inaspettata, profonda e commovente amicizia con il poeta Pablo Neruda, esiliato a Salina, piccola isola delle Eolie. Grazie a lui Mario, interpretato da Troisi, imparerà l'arte della poesia con l'obiettivo di conquistare la bella Beatrice (Maria Grazia Cucinotta).
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