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Sussarellu: «Vedo mappe e confini ma non i contenuti»

Sussarellu: «Vedo mappe e confini ma non i contenuti»

SASSARI. «Gestire la sanità partendo dalla riforma delle ex Province equivale a dimenticare su che cosa si fonda l'assistenza moderna». Agostino Sussarellu, presidente dell'Ordine dei medici per il...

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SASSARI. «Gestire la sanità partendo dalla riforma delle ex Province equivale a dimenticare su che cosa si fonda l'assistenza moderna». Agostino Sussarellu, presidente dell'Ordine dei medici per il Nord Sardegna, segue con una certa preoccupazione i riassetti alle porte. «La questione di fondo non è far coincidere gli spazi territoriali tra Asl e Distretti, quanto avviare il cambiamento sulla base di esigenze effettive».

«Perché due sono le priorità inderogabili – prosegue – Una, è garantire il funzionamento ottimale di poli d’eccellenza accentrati e destinati alle patologie gravi. L’altra, permettere l'efficienza dei servizi sanitari in ogni area, anche periferica, col compito di curare malattie meno complesse». «Oggi invece scorgo i confini di Aziende e Distretti, ma non capisco che cosa c'è dentro perché nessuno lo dice con chiarezza», prosegue. E fa subito un esempio: «Si parla di un'Asl per l'Ogliastra, ma qual è il centro di riferimento?». Ma entrando nel merito della riforma appena delineata, che cosa può dire dei contenuti emersi fin qui? «Olbia è l'unica realtà dell'isola che cresce da ogni punto di vista. Così non ha senso accorpare la Gallura col Nuorese. Mi sembra quasi che facendo così si voglia ammazzare la sanità pubblica, dare il colpo di grazia all'ospedale di Olbia che pure è un'istituzione emergente, al di là delle attese sull'ex San Raffaele».

«È vero che in Sardegna si dice "in camminu s'acconza barriu", e cioè che il carico può essere risistemato sulla groppa del cavallo pure in viaggio – conclude – Ma non noto attenzione su aspetti non trascurabili, Quali? Faccio un altro esempio per tutti. Tra le righe del progetto di riordino, si sostiene che dovrà essere realizzata una stretta correlazione fra l'ospedale civile di Sassari e l'azienda mista universitaria. Un complesso che, unito, vuol dire oltre mille posti letto. Eppure, nella rivisitazione avviata alla Regione mancano riferimenti ai compiti di ciascuno. E tutto ciò mentre da una parte e dall’altra ci sono professionalità da salvaguardare». (pgp)

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