«Così riusciremo a difendere l’autonomia e il territorio»
SASSARI. Donatella Spano, da assessore all'Ambiente, come segue il dibattito per il varo dello Sblocca-Italia? «Mi pare di capire che alla Camera sia stato fatto un passo avanti col riconoscimento...
SASSARI. Donatella Spano, da assessore all'Ambiente, come segue il dibattito per il varo dello Sblocca-Italia?
«Mi pare di capire che alla Camera sia stato fatto un passo avanti col riconoscimento generale delle prerogative in capo alle Regioni a Statuto speciale. Esigenza posta anche da parte nostra in una recente conferenza delle Regioni. E questo perché tutti nel Paese avvertono il pericolo di semplificazioni eccessive nei controlli a tutela del territorio».
Quali le principali criticità?
«Una è la centralizzazione delle decisioni sugli impianti per il recupero di energia dai rifiuti. Facile capire come, senza una valutazione anche da parte della Regione, la Sardegna possa in questi casi trovarsi molto esposta nel suo già fragile equilibrio territoriale e paesaggistico. Da qui la nostra richiesta di abrogazione di questo passaggio dal testo».
E poi?
«Altra norma problematica è quella che regola le trivellazioni. In queste circostanze si prevede che tutte le procedure relative alla ricerca d'idrocarburi non chiuse entro il prossimo dicembre passino direttamente nelle competenze del governo. Anche sotto quest'aspetto abbiamo sollecitato l'abrogazione delle norme che esporrebbero l'isola a notevoli rischi».
Altri pericoli ancora?
«Abbiamo appoggiato le richieste arrivate da diverse parti d'Italia sull'articolo che disciplina la messa in sicurezza delle opere idriche e gli assetti geologici dei suoli».
Perché? Quali sono le difficoltà che fa sorgere lo Sblocca-Italia?
«Anche in questa circostanza si fissano tempi rigidi per l'esecuzione dei lavori. Termini che, proprio per via dei ritardi accumulati dallo stesso governo nell'erogazione dei fondi, possono creare problemi anziché risolverli».
A che cosa si riferisce? Può fare un esempio concreto?
«È il caso dell’alluvione che ha colpito, fra gli altri centri dell’isola, Bitti e Olbia. Ecco, per mesi si sono attesi i finanziamenti da Roma. E quando alla fine sono arrivati si sarebbe voluto che i lavori di ricostruzione fossero completati in tempi ridottissimi. Il che non solo è impossibile: di fatto produrrebbe un paradosso dopo un disastro come quello del 18 novembre 2013. Così, in tutti i casi del genere, abbiamo sollecitato quantomeno una proroga adeguata».
Che cosa pensa delle norme previste nel decreto per eliminare i pareri territoriali da parte di una pluralità di soggetti, dalle direzioni regionali del Mibac ai servizi di vigilanza, di fronte a nuove costruzioni?
«Anche questi aspetti vedono la nostra netta opposizione. Le valutazioni strategiche per prevenire le conseguenze di certi impatti ambientali devono restare invariate. E i termini per stimare ogni singola situazione, oggi eccessivamente ridotti dallo Sblocca-Italia, vanno riposizionati su tempi più corretti, anche per scongiurare in partenza l'avvio di procedimenti d'infrazione da parte dell'Europa».
Come giudica, alla luce di tutto ciò, l'azione di Renzi su questi aspetti?
«Comprendo la necessità del governo di svolgere un forte ruolo di coordinamento. Ma le Regioni, a cominciare da quelle a Statuto speciale come la nostra, restano un punto fermo nel sistema nazionale, una presenza istituzionale che non può venire ridimensionata. Le nostre competenze primarie in materie legislative come queste devono essere riconosciute e preservate dallo Stato».
Ma come pensa che si riuscirà a modificare la strategia governativa già in atto?
«Su questi problemi noto che tra le Regioni c'è molta compattezza. Ho visto parecchia condivisione sulle iniziative di cambiamento del testo, intraprese proprio da quelle a Statuto speciale. Così alla fine spero che, nell'interesse generale, si terrà conto di tutte le nostre osservazioni. E, soprattutto, delle esigenze sollevate nelle diverse aree del Paese in difesa di precisi princìpi a tutela dell'ambiente». (pgp)
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