Per i Comuni dal 2015 più tagli che sconti, Sassari rischia grosso
Spending review, patto di stabilità, nuove regole contabili Ecco che cosa cambierà per le amministrazioni dell’isola
SASSARI. Un giro di vite tra alti e bassi. Spending review, patto di stabilità e moderne regole contabili per la finanza sono i tre cavalieri di una rivoluzione annunciata. Renzi vuole riformare i criteri di gestione negli enti locali, nel 2015, attraverso uno scambio tra tagli e sconti. Con quali ricadute? Secondo le prime previsioni, fra le città dell'isola la più penalizzata sarà Sassari.
Cagliari, Nuoro e Oristano si salverebbero in parte, ma in assoluto subiranno ugualmente notevoli riduzioni delle risorse disponibili. Perché un fatto sin da ora appare sicuro: mentre le compensazioni sono solo eventuali, e legate alle nuove buone pratiche di gestione amministrativa, la diminuzione del gettito finanziario destinato ai Comuni è già in atto da parecchi mesi, a 360 gradi.
Per comprendere meglio, comunque, gli analisti del quotidiano economico finanziario Il Sole 24 Ore e gli studiosi del centro ReAl Sintesi hanno elaborato una graduatoria che tenta di misurare il peso dei cambiamenti alle porte. La classifica comprende un centinaio di città italiane.
Se al Settentrione si prevede bufera soltanto su Milano, l'effetto combinato delle disposizioni sembra invece destinato a provocare tempeste continue su tutto il Sud. Non a caso al top negativo delle ripercussioni sfavorevoli viene inserita Reggio Calabria, seguita da Cosenza, Lecce, Napoli, Catania, Salerno e da tanti altri centri del Meridione.
Sassari nell'elenco - che va dalle condizioni peggiori alle migliori - è in posizione numero 28 su 99. Cagliari n. 50. Nuoro è al n. 54. E Oristano, che ha in Sardegna il migliore piazzamento relativo, è al n. 76. Stando a questa particolare graduatoria, il capoluogo del nord-ovest dovrà sopportare tagli aggiuntivi per oltre 3,1 milioni, con un saldo per abitante pari a -13 euro. Nel capo di sotto, invece, sforbiciate per 4 milioni e 640mila euro e recuperi dalla futura e possibile contrazione del patto di stabilità pari a 14,1, con un saldo stimato per ogni residente comunque positivo: +7 euro pro capite. Nuoro andrà a +9 euro per abitante. E Oristano +25 euro. I dati appaiono di particolare interesse alla vigilia del confronto sindaci-governo. Ma tra amministratori locali e ministri le valutazioni non sembrano coincidere più di tanto. Anche nell’isola.
Fra l'altro, l'allentamento del patto di stabilità promesso dalla legge di bilancio 2015 resta almeno per il momento un obiettivo solo teorico. Mentre i tagli si delineano appunto come reali, già effettivi. E difati in tutto il Paese sono quasi mille le Regioni, le Province e i Comuni rimasti fuori dal minor freno sollecitato su questi vincoli. E la Sardegna nel suo complesso in che posizione si trova? Per la ripartizione del maggior spazio di manovra richiesto sul patto di stabilità in base al decreto ministeriale del 13 ottobre, per partite economiche quindi riferite allo scorso anno, si parla per l'isola di 12,6 milioni di debiti inevasi e del 16 per cento degli enti locali ancora gravati da esposizioni finanziarie. Una situazione che la pone all'incirca a metà della classifica nazionale del “Sole”. E che lascia capire bene come lo stallo sui debiti contratti dalle pubbliche amministrazioni resta, allo stato attuale, un nodo insoluto.
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