La Nuova Sardegna

Berlusconi cerca un leader per l’isola

di Alfredo Franchini
Berlusconi cerca un leader per l’isola

Forza Italia si riorganizza e deve eleggere il nuovo coordinatore. Evitato il commissariamento, ora il favorito è Pittalis

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CAGLIARI. Forza Italia in Sardegna si riorganizza dopo le elezioni perse per la presidenza della Regione e dopo l’avvento del ciclone Renzi nella politica nazionale. Nell’isola la nuova vita del partito passa dalla scelta del leader che potrebbe essere fatta la settimana prossima. Ieri a Roma, approfittando della riunione dei coordinatori regionali di Forza Italia, c’è stato l’incontro tra i consiglieri azzurri e Silvio Berlusconi e la fumata è stata nera. Un risultato è stato però ottenuto: sventata la possibilità di commissariamento.

Nell’incontro non programmato, sul tavolo c’era da dirimere la spaccatura che si era creata nel gruppo consiliare del partito in Sardegna. Prima di andare al voto per le regionali, il leader naturale sembrava essere l’ex presidente Ugo Cappellacci ma ora, nelle riunioni del gruppo consiliare, sul suo nome hanno posto la firma sei consiglieri su dieci, tra cui il capogruppo Pietro Pittalis e gli ex assessori Alessandra Zedda e Oscar Cherchi. Con il gruppo diviso, la soluzione che si prospettava era quella di un commissariamento che, peraltro, nell’isola è stata una costante a cominciare dalla prima fase retta da Romano Comincioli.

Alla riunione di ieri, voluta da Berlusconi, erano presenti Pietro Pittalis, Ugo Cappellacci, Antonello Peru, Oscar Cherchi e Alessandra Zedda; assenti Tunis, Randazzo e Tedde che sono stati bloccati in Sardegna - almeno ufficialmente - dalle notizie sul maltempo che arrivavano dalla capitale. Veti incrociati, la guerra scoppiata tra gli ex amici Cappellacci e l’eurodeputato Salvatore Cicu, e qualche rancore avevano impedito di arrivare a una soluzione condivisa e, per questo Berlusconi, dopo aver letto il documento che gli è stato portato ieri, non ha nascosto l’intenzione di commissariare il partito con Paolo Vella, deputato azzurro di lungo corso.

A sbloccare la situazione è stato Cappellacci, il quale, dopo aver ribadito, di avere i titoli per poter guidare Forza Italia in Sardegna ha annunciato di voler fare un passo indietro per consentire una soluzione condivisa.

La partita si deciderà la prossima settimana in una riunione di tutti i consiglieri regionali, allargata a tutti i parlamentari azzurri. E a questo punto per guidare il partito in Sardegna potrebbe essere favorito Pietro Pittalis a cui tutti riconoscono doti di grande mediatore.

Dopo le regionali perse nell’ultima tornata elettorale, sia Cappellacci che Cicu avevano chiesto a Berlusconi di avere il coordinamento del partito. Cappellacci aveva rivendicato il ruolo affermando - dati alla mano - che era stato sconfitto con onore e di avere grande popolarità ma allo stesso tempo erano cresciuti i propri nemici sul fronte interno.

Una spaccatura che è rappresentata bene anche all’interno del gruppo consiliare.

In molti, già da tempo, avevano sollecitato l’intervento di un altro grande mediatore: Emilio Floris, ex capogruppo in Consiglio regionale ed ex sindaco di Cagliari per due mandati. Floris, il cui nome è molto gradito allo stesso Berlusconi, era stato indicato, a suo tempo, come possibile candidato alla presidenza della Regione al posto proprio di Ugo Cappellacci. Le cose andarono diversamente e Floris, forse anche per questo, ha preso un po’ le distanze. Tra gli assenti alla riunione di ieri, ufficialmente causa maltempo, Tunis e Tedde che sono molto vicini proprio a Emilio Floris. Tra gli altri assenti Edoardo Tocco, molto vicino all’ex senatore Piergiorgio Massidda. La scelta del leader è legata al ruolo che Forza Italia dovrà avere in rapporto alla giunta Pigliaru: meno collegamenti con la vecchia giunta Cappellacci e un’opposizione mirata al merito delle questioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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