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“The endless river” Di nuovo Pink Floyd

“The endless river” Di nuovo Pink Floyd

Omaggio di David Gilmour e Nick Mason a Richard Wright Nuovi brani e frammenti ripescati da “The Division Bell”

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ROMA. Vent'anni dopo “The Division Bell”, arriva sul mercato “The Endless River”, il nuovo album dei Pink Floyd. O, forse sarebbe meglio dire, l'omaggio di David Gilmour e Nick Mason a Richard Wright, il tastierista amatissimo – ma Waters, che lo relegò al rango di session man non la pensava più così – scomparso nel 2008.

“The Endless River” è un album strumentale, diviso in quattro parti, con un un unico brano cantato, il conclusivo “Louder Than Words”, che ha un testo scritto da Polly Samson, la signora Gilmour e che è già stato pubblicato come singolo. 18 brani in tutto, frammenti (qualcuno lungo poco più di un minuto) ripescati dalle session di “The Division Bell” e organizzati come una suite. Tutti i titoli sono stati tecnicamente adattati alla tecnologia contemporanea, alcuni risuonati. Il clima di fondo è di una grande malinconia, allo sperimentalismo, a volte anche furibondo, che caratterizzava le session strumentali dei Pink Floyd si è sostituita un'atmosfera quasi new age: dominano le tastiere, anche se in alcuni momenti emerge prepotente le chitarra di Gilmour, e in fondo non poteva essere altrimenti in quella che sembra essere l'ultima testimonianza musicale di Wright. Parlare dei Pink Floyd vuol dire addentrarsi in una sorta di culto religioso. La storia insegna che sono davvero pochissime le band che possono reggere il confronto sul piano dell'importanza storica, del repertorio e del seguito di pubblico. Non può sfuggire però che Gilmour e Mason hanno impiegato 20 anni per tornare sul mercato e per farlo hanno rimesso mano alle session di “The Division Bell”, che certamente non è il capolavoro della band che sembra sempre più lontana dai momenti creativamente più fertili. I Pink Floyd sono tornati a suonare insieme dal vivo nel 2005 ma ora come non mai l'idea di una reunion sembra lontana. Quella di “The Endless River” è la prima copertina dei Pink Floyd dopo molti anni a non essere firmata da Storm Thorgerson, leggendario grafico dello studio Hypgnosis morto l'anno scorso. A firmare l'immagine, un uomo che rema su un fiume di nuvole, è Emad Eldin, un artista egiziano di 18 anni, scelto da Aubrey “Po” Powell, partner di Thorgerson allo studio Hypgnosis.

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