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Marchetti nel cda del Lirico

Marchetti nel cda del Lirico

CAGLIARI. L'ex magistrato Mario Marchetti, ora in pensione, è stato nominato dal sindaco di Cagliari Massimo Zedda nel consiglio di amministrazione della Fondazione del Teatro Lirico come...

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CAGLIARI. L'ex magistrato Mario Marchetti, ora in pensione, è stato nominato dal sindaco di Cagliari Massimo Zedda nel consiglio di amministrazione della Fondazione del Teatro Lirico come rappresentante del Comune per un periodo di cinque anni. Tra le 14 candidature presentate, dunque, la scelta si è focalizzata sull'ex procuratore aggiunto della Procura di Cagliari, nato a Bonorva 75 anni fa, «per l'alto profilo di magistrato e la rilevante e documentata professionalità che – si legge nelle motivazioni dell'atto di nomina – possiede una qualificata e specifica competenza quale giurista esperto di pubblica amministrazione, per la lunga esperienza lavorativa di alto profilo, per la comprovata e riconosciuta capacità professionale che risponde all'esigenza di inserire nel Consiglio di indirizzo un componente la cui idoneità tecnico giuridica appare non solo accertata, ma anche in grado di fornire un qualificato apporto, perché l'azione della Fondazione possa continuare a svolgersi nel costante rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione».

Ieri i sindacati delle fondazioni liriche italiane hanno organizzato a Roma una manifestazione nazionale e hanno incontrato Franceschini. Il ministro dei Beni culturali ha assicurato che i 25 milioni di tagli previsti dalla legge di stabilità riguarderanno solo la gestione del ministero e non la parte produttiva. Mentre il nuovo Fus (Fondo Unico per lo spettacolo) sarà più legato alla produttività e i nuovi criteri di erogazione dei fondi premiano le fondazioni che fanno coproduzioni. Da Franceschini non è arrivato però l'atteso impegno per un annullamento dei licenziamenti all'Opera di Roma. «Ha sottolineato che c'è un confronto in corso e che lui non può intervenire», riferiscono i sindacalisti, secondo cui il ministro avrebbe comunque garantito un'attenzione nei confronti del tavolo di trattativa aperto, sottolineando che «con la buona volontà di tutti si può ricomporre un tragitto virtuoso».

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