La Nuova Sardegna

«Anche gli ex gestori agivano così»

L’assessore Maninchedda risponde all’interrogazione di Tedde sul gigante idrico

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CAGLIARI. Dopo l’interrogazione presentata due giorni fa dal consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde, e dagli altri consiglieri del suo partito, in cui si chiedeva al presidente della Regione «quali urgenti iniziative e direttive intenda assumere e in che tempi affinché Abbanoa ritiri o revochi un atto di dubbia legittimità», ieri è arrivata la dell'assessore dei Lavori Pubblici Paolo Maninchedda. «L’onorevole Tedde - esordisce l’assessore - sulle cauzioni sbaglia e ignora alcuni dati. Tutti i contratti di somministrazione prevedono la sottoscrizione di apposita clausola in cui si ricorda al cliente che è dovuto il deposito cauzionale. Prima del regolamento del servizio idrico integrato - aggiunge l’assessore - anche gli ex gestori richiedevano il deposito cauzionale, stupisce che si ci accorga solo ora dell’esistenza. Ad Alghero, per citare un esempio a caso - conclude l’assessore nella risposta all’ex sindaco della città catalana - Abbanoa ha trovato durante il censimento del 2013 oltre 600 utenze non trasmesse (fuori ruolo) e oltre 80 allacci diretti (senza contatore). Proprio in queste settimane, in collaborazione con la amministrazione comunale, l’azienda ha comunicato che si sta facendo chiarezza sul reale stato di gestione dei servizi e degli appalti antecedenti al 2007».

Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato di Unidos Mauro Pili. «La tassa sull’acqua è fuori legge sotto ogni punto di vista. L’opposizione a questo nuovo balzello sarà totale e in tutte le sedi - attacca Pili - è falso che ci sia una norma nazionale in tal senso e la stessa autorità garante non ha mai reso obbligatorio tale deposito e laddove lo rende “possibile” prevede determinate condizioni che certamente non riguardano la Sardegna». E tra le interrogazioni c’è anche quella che si preoccupa delle parrocchie sarde che verrebbero penalizzate dalla cauzione, in cui i consiglieri regionali Ledda, Arbau, Azara e Perra chiedono al presidente della Pigliaru e l’assessore del Lavori Pubblici se «siano a conoscenza delle innumerevoli situazioni di disagio e preoccupazione create in capo ai parroci riguardo a questa nuova richiesta da parte del gestore idrico». Per il consigliere regionale Marcello Orrù «Abbanoa appare agli occhi dei cittadini come un Robin Hood all’inverso che prende ai poveri per rimpinguare le proprie casse, l’azienda chieda scusa ai sardi per il grave errore di valutazione e comunichi che la scellerata tassa sull'acqua è annullata».

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