La Regione: «Niente più disastri»
L’assessore Spano annuncia: ora abbiamo un piano sicuro contro le emergenze
CAGLIARI. La Regione, con i pochi soldi che aveva, ha fatto molto. Quarantasei milioni – ha detto l’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda – sono stati già impegnati per interventi urgenti nelle infrastrutture e mitigare i rischi idrogeologici. Ad esempio 16 milioni sono stati utilizzati per le urgenze senza che passassero attraverso le strettoie delle burocrazia, mentre ai Comuni è stato già assegnato il 10 per cento dei finanziamenti destinati alla ricostruzione delle opere pubbliche e il saldo arriverà in tempi rapidi. Se gli unici 20 milioni arrivati finora dallo Stato l’Anas li ha utilizzati per rimettere in sesto ponti e strade, un’altra parte dei milioni a disposizione serviranno alla Regione per completare il censimento dei canali tombati. Sono i fiumiciattoli ingabbiati negli anni da colate di cemento e asfalto: «Da sempre delle bombe che dobbiamo disinnescare», ha detto l’assessore. Ma soprattutto da quando è al governo la giunta Pigliaru si è impegnata nell’opera più meritoria: far sì che tragedie come quella di un anno fa non accadano più, o comunque la popolazione corra il minor rischio possibile. «Abbiamo lavorato su più fronti – ha detto l’assessore all’Ambiente, Donatella Spano – l’efficacia del sistema d’allarme e oggi possiamo contare finalmente sul Centro funzionale decentrato della Protezione civile, non c’era nel 2013, su un Manuale degli allarmi molto particolareggiato, la Sardegna è suddivisa in sette zone, e dall’effetto immediato in ogni Comune, perché i sindaci saranno avvertiti tempestivamente. Non più attraverso fax, obsoleti, ma telefonini, mail, social network e internet in generale». D’ora in poi, è questa la sintesi, nessuno potrà dire «io non sapevo» o «non ero stato avvertito». La catena di comando – ha aggiunto l’assessore – «non solo ora è chiara dal primo all’ultimo passaggio ma dopo la sperimentazione che andrà avanti fino a dicembre dall’inizio del 2015 ognuno saprà da subito come dovrà comportarsi nei vari stati d’emergenza». Soprattutto come dovrà essere avvertita la popolazione per evitare di essere travolta da un’alluvione (oltre 300 comuni su 367 in Sardegna sono a rischio idrogeologico) o da qualunque altra calamità naturale. «Con la prevenzione continua, molto spetterà anche ai Comuni, e una Protezione civile organizzata, ci siamo mesi al riparto da sciagure come quella devastante del 2013». In più l’assessore ha annunciato che la Giunta ha pronto un disegno di legge che istituirà un Fondo per le emergenze. «È indispensabile – ha detto – per permettere di erogare ai privati (38,4 milioni i danni subiti un anno fa) e alle aziende (124 milioni) le risorse più urgenti e le donazioni arrivate in questi mesi da tutta Italia». Finora senza quel fondo anche quei soldi erano bloccati e come ha scritto la Confcommercio «ora bisogna dar fondo davvero a tutte le risorse possibili per la ricostruzione, perché nessuno, cittadino o imprenditore, può essere ancora lasciato da solo». (ua)
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