La Nuova Sardegna

Traffico rifiuti hi-tech, due arresti

di Stefano Ambu
Traffico rifiuti hi-tech, due arresti

Facevano smaltire i pc della Regione nel campo rom, due dipendenti finiscono in manette

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CAGLIARI. Computer in fiamme al campo nomadi cinque anni fa. Da quello strano incendio "tecnologico" erano partite le indagini della Forestale.

Quelle che poi hanno portato alla svolta di questi giorni. Arrestati Pietro Porcu, 52 anni, e Iolao Pistis, di 51, rispettivamente usciere (ma anche imprenditore del settore dei legnami) e funzionario dell’ufficio Provveditorato della Regione, entrambi di Cagliari, e Luciano Serra, 54 anni, imprenditore. Indagate complessivamente nove persone. Secondo quanto ricostruito dai ranger nell'ambito dell'operazione Aria pulita sarebbero stati falsificati i documenti delle gare d'appalto per lo smaltimento di attrezzature elettroniche. Insomma, i rifiuti non venivano smaltiti regolarmente. Ma venivano consegnati al campo nomadi lungo la statale 554 o bruciati in terreni incolti. Tutto questo tra la preoccupazione dei residenti di Mulinu Becciu e di Selargius, costretti a convivere con le esalazioni provocate dal fumo. Secondo gli investigatori sarebbero state smaltite illegalmente 300 tonnellate di attrezzature elettroniche in disuso. Gli incendi avrebbero prodotto fumi e particelle altamente inquinanti che hanno contaminato l'area del campo nomadi e tutta la zona compresa tra Cagliari Nord e Selargius. Durante un sopralluogo al campo, il 29 marzo 2009, gli agenti della Forestale trovarono i computer e le attrezzature elettroniche provenienti dagli uffici regionali, tutte etichettate, che dovevano essere smaltite al Casic. La notte del 30 i pc furono incendiati. Dopo il sopralluogo e il rogo gli investigatori hanno avviato una serie di verifiche documentali che hanno portato a scoprire come venivano truccate le gare. Sei le gare d'appalto considerate irregolari, tra il 2009 e il 2011, per un importo complessivo di 130 mila euro. In una distinta operazione sono stati arrestati dalla Forestale Luciano Usai, di 65 anni, e Francesco Pibia, di 58, entrambi residenti a Uta. I due, secondo la ricostruzione dei ranger, avevano creato nelle loro abitazioni vere e proprie fabbriche artigianali di armi clandestine e trappole per uccidere gli animali. Denunciata anche una terza persona. Le indagini del Corpo forestale sono partite a seguito del ritrovamento nell'area di Monte Arcosu di quattro tubi-fucile. Armi micidiali nascoste tra la vegetazione, pronte a sparare, che, secondo la Forestale, potevano rappresentare un pericolo anche per chiunque passasse nella zona.

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