Chiuso Buoncammino trasferimento completato
I 334 detenuti sono stati trasferiti nel nuovo istituto di pena di Uta Il trasloco è iniziato all’alba ed è durato sette ore. Qualche disagio per la città
CAGLIARI. Due elicotteri sul cielo di Cagliari dall'alba. Uno della polizia e l'altro della guardia di finanza. E tutta la città ha capito: l’operazione trasloco da Buoncammino è cominciata alle prime luci del mattino, intorno alle 7, con il primo pullman della polizia penitenziaria carico di detenuti in viaggio per lo storico trasferimento nella nuova struttura di Uta. Addio a Cagliari per i 334 ospiti del gigante da 15mila metri quadrati sopra il capoluogo. E casa circondariale vuota: gli ultimi detenuti sono andati via nel primo pomeriggio. Lasciando l'istituto a chiedersi, solo in cima al colle, quale sarà il suo futuro. Luci accese per l'ultima volta nelle celle e lungo viale Buoncammino: chi l'altra notte passeggiava da quelle parti ha percepito l'aria delle grandi manovre. Poi il via: gli agenti della polizia Penitenziaria, che hanno guidato i lavori, gli uomini della polizia, i carabinieri, hanno creato un percorso protetto che ha attraversato la città passando anche per piazza Yenne, Largo Carlo Felice e finendo giù lungo il porto. Poi via lungo la 195 per puntare verso Macchiareddu e le campagne di Uta, la sede del nuovo penitenziario. I pullman sono stati scortati lungo il tragitto sorvegliati dall'alto dai due elicotteri. Un'operazione elaborata, studiata e ripassata da settimane. Tutto è andato secondo i programmi con le strade percorse dai pullman chiuse nei momenti di passaggio dei convogli. E alla fine il direttore Gianfranco Pala, che aveva chiuso l'Asinara, si è tirato dietro anche il cancello di Buoncammino. Due monumenti della storia penitenziaria della Sardegna andati in pensione. Il trasloco è durato sette ore: 16 in totale i viaggi. Il tricolore nella struttura aperta nel 1885 è stato ammainato tra gli applausi alle 14.10. La bandiera, trasportata da Pala, ha iniziato a sventolare a Uta poco più tardi. Poi in serata a Macchiareddu è iniziata la nuova vita della struttura e dei detenuti con la distribuzioni dei pasti per la cena: pasta al pomodoro, polpette al forno con fagiolini lessi, frutta mista e dolce. Presente e futuro di Uta sono certi: la struttura può ospitare 581 detenuti.
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