La Nuova Sardegna

Ilbono, freddato per uno sgarro

di Gianna Zazzara
Ilbono, freddato per uno sgarro

Pioggia di piombo a pochi passi da casa, la pista della droga Gli inquirenti scavano nel giro di amicizie della vittima

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INVIATA A ILBONO. Ilbono, duemila anime in mezzo ai boschi e ai vigneti, terra di cacciatori. È qui che mercoledì sera, nella zona industriale alla periferia del paese, intorno alle 21, è stato colpito a morte Franco Sodde, un allevatore di 42 anni, parecchi guai giudiziari alle spalle, crivellato da quattro o cinque fucilate a pallettoni sparate a distanza ravvicinata in una stradina buia e stretta. Un agguato micidiale: l’uomo, che rientrava a casa al volante della sua Fiat 600, non ha avuto scampo. E ora si cerca un amico che forse si è voluto vendicare così, in modo atroce, per uno sgarro o per un torto che riteneva di aver subìto .

Le modalità dell’imboscata. Il killer era nascosto su un costone al lato della via, protetto da piante di fico d’india alte più di due metri. Appena ha scorto l’auto di Sodde imboccare la salita, ha imbracciato il fucile da caccia calibro 12 e ha sparato il primo colpo sulla fiancata sinistra dell’auto. La vettura ha sbandato ma Sodde ha ripreso subito il controllo cercando di fuggire. Inutilmente. L’assassino ha continuato a sparare: altre tre, forse quattro fucilate in rapida successione. I pallettoni sono entrati dal vetro dello sportello sinistro e dal lunotto posteriore e hanno colpito Sodde a un fianco, al torace e alla nuca. Una pioggia di piombo che non ha lasciato scampo alla vittima.

I primi testimoni. Gli spari sono stati sentiti da tutti i vicini, che sono usciti dalle loro abitazioni allarmati senza capire che cosa fosse successo. «I colpi li abbiamo sentiti fin qui», ha raccontato il dipendente di un panificio della zona industriale, che in quel momento era al lavoro. A scoprire il corpo senza vita di Sodde è stato un uomo che stava rientrando a casa con i figli e ha dato l’allarme.

Sopralluoghi. Il mattino dopo, non lontano dall’abitazione di Sodde, sull’asfalto di via Aldo Moro, ci sono ancora i segni sbiaditi del gesso utilizzato dalla Scientifica per gli accertamenti balistici e le perizie disposte dalla Procura di Lanusei. I sopralluoghi degli agenti della Mobile di Nuoro (guidati dal vice questore aggiunto Fabrizio Mustaro) e di quelli del commissario di Lanusei (coordinati dal dirigente Massimo Auneddu) sono proseguiti ieri mattina.

Analisi e riscontri. Le indagini si indirizzano verso il giro di amicizie della vittima. Sodde era stato arrestato nel 2008 per aver coltivato otto piantine di marijuana, poi per furti e rapina e, qualche anno fa, era stato coinvolto in un’inchiesta per un giro di truffe ai danni di alcune compagnie di assicurazione.

Le ipotesi. Ieri, per tutta la giornata, conoscenti e parenti sono stati portati in commissariato e in Procura per essere interrogati. Accertamenti e riscontri sono coperti dal riserbo. L’obiettivo degli inquirenti è cercare di ricostruire le ultime ore di vita della vittima, fare luce sulle sue relazioni e cercare di capire se l’agguato sia legato al traffico di stupefacenti oppure si tratti di una delle tante vendette che si sviluppano nelle campagne sarde.

Paura e tensioni. In paese, adesso, tanti sono preoccupati. Descrivono Franco come un bravo ragazzo. A Mario (nome di fantasia), suo grande amico, trema la voce quando parla di lui: «Era un gran lavoratore che si arrangiava con mille attività: andava anche in campagna per fare il contadino a giornata». Poi il giovane, che preferisce non esporsi pubblicamente, prende fiato. «In questo momento non abbiamo neanche la forza di parlare, noi amici», dice in un soffio prima di andar via.

Commenti e reazioni. All’uscita della messa della mattina, nella parrocchia di San Giovanni Battista, don Luca Fadda è visibilmente scosso: «Il paese è sconvolto, è stato un delitto feroce». Il clima, tutt’attorno, è pesante. Era dal 2009 che a Ilbono non veniva commesso un delitto. A settembre di quell’anno fu ucciso a fucilate davanti alla porta della sua abitazione Daniele Piroddi, operaio trentenne con precedenti per droga, furto e riciclaggio. Modalità analoghe all’omicidio dell’altra sera.

Perizia necroscopica. Ora sarà l’autopsia, che verrà eseguita all’ospedale di Lanusei dall’anatomopatologo Roberto Marcialis, a dire con precisione quante fucilate siano state sparate contro Sodde e quale sia stato il colpo letale. Intanto, è caccia al killer in tutta l’Ogliastra, un territorio sconvolto da una violenza feroce. L’omicidio di Sodde è il settimo negli ultimi dieci mesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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